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| 27 ago 2021 | 19:15

Auto elettriche e ambiente, Eurac: “Motori fino a quattro volte più efficienti e emissioni fino a tre volte inferiori rispetto a benzina e diesel”

Nel suo ultimo dossier, dedicato completamente alla mobilità elettrica, il centro di ricerca bolzanino ha confrontato le emissioni delle auto elettriche (compresa la produzione delle batterie) e quelle dei veicoli a benzina o diesel: “Le batterie possono avere una 'seconda vita' e dopo anni di utilizzo essere riciclate quasi al 100 per cento”

Auto elettriche e ambiente, Eurac: “Motori fino a quattro volte più efficienti e emissioni fino a tre volte inferiori

BOLZANO. Rispetto anche solo a 10 anni fa il mercato delle auto elettriche è cambiato completamente: i prezzi delle vetture stanno scendendo e nei Paesi del Nord Europa ormai l'acquisto di veicoli ad alimentazione elettrica pura sta superando i numeri delle auto a benzina o diesel, come successo nel 2020 in Norvegia. Ma i veicoli elettrici sono davvero più sostenibili per l'ambiente?

 

A rispondere alla domanda è il centro di ricerca bolzanino Eurac che, nel suo ultimo dossier, ha approfondito una serie di questioni relative al mondo della mobilità elettrica nel 2021. Innanzitutto, ricordano i ricercatori: “Le prime auto in assoluto, a fine Ottocento, erano elettriche. Poi, siccome il prezzo del petrolio era bassissimo e Ford riuscì ad abbattere i costi di produzione del famoso 'modello t' a benzina, i motori a scoppio s'imposero e l'elettrico scomparve”. Oggi però il mondo dell'automobile sembrerebbe esser pronto alla svolta elettrica, come testimoniato dalle decisioni delle grandi aziende del mercato (Qui Articolo) e dalle vendite (basti pensare che in Italia, fanalino di coda in Europa per l'acquisto di mezzi elettrici, la percentuale di auto elettriche sul totale delle vetture immatricolate è quadruplicata in un solo anno, dallo 0,6 al 2,3 per cento).  

 

Parlando quindi di inquinamento, spiega Eurac: “Se guardiamo al singolo veicoloun'auto elettrica non genera emissioni a livello locale. Un mezzo elettrico – scrivono addirittura i ricercatori – genererebbe comunque meno emissioni di un'auto a diesel o benzina per circolare anche se per alimentarla si usasse quasi esclusivamente energia elettrica prodotta da centrali a carbone”.

 

Questo perché, si legge nel report, i motori elettrici sono fino a tre, quattro volte più efficienti dei classici motori a scoppio nel trasformare l'energia in movimento (quindi ne serve meno, con meno emissioni per produrla). “Non solo – spiega Eurac – a differenza di un'auto a diesel o a benzina un'elettrica non 'brucia' o consuma direttamente materie prime fossili, lo fa indirettamente e in piccola percentuale, ma solo se l'energia che si usa per alimentarla è prodotta con fonti fossili e non rinnovabili. Quindi in ogni caso si riducono i rischi riconducibili alla filiera di estrazione e distribuzione del petrolio, come riversamenti in mare o gravi incidenti stradali durante il trasporto”.

 

Se è vero poi che per produrre le batterie delle auto elettriche serve effettivamente più energia che per produrre un veicolo a combustione interna è vero anche che la differenza viene compensata, scrivono i ricercatori: “Dal fatto che le auto elettriche in uso generano meno emissioni. Il risultato migliora poi all'aumentare dell'energia prodotta da fonti rinnovabili”. All'aumento nell'utilizzo delle rinnovabili infatti calano i 'costi' ambientali indiretti della auto elettriche, ovvero quelli relativi alla loro produzione, mentre le emissioni dirette dei veicoli a combustione non cambiano.

 

“Secondo uno studio della Ong Transport and Environment, confermato fa un altro studio di Internation Council on Clean Transportation – scrive Eurac – le auto diesel e a benzina generano fino a tre volte più emissioni”. Va poi considerato anche lo smaltimento dei veicoli: nel caso dei mezzi tradizionali infatti il motore viene rottamato insieme all'auto, nel caso di auto elettriche invece la batteria può avere una 'seconda vita' prima di essere riciclata. “Può servire come accumulo statico a supporto della rete elettrica – dice il centro di ricerca bolzanino – e permette di usare più rinnovabili non programmabili, come eolico e solare, nella rete (cioè aiuta a regolare la rete trattenendo o rilasciando energia a seconda delle necessità). Dopo anni di utilizzo in questo modo, la batteria può infine essere riciclata quasi al 100 per cento, visto che i materiali di cui è composta non sono stati 'bruciati'. In questo modo serviranno anche meno materiali nuovi per costruire le batterie dei veicoli elettrici di seconda e terza generazione”.

 

A livello locale, il Trentino Alto Adige in un contesto nazionale “non proprio felice” è uno tra i territori più promettenti per l'espansione della mobilità elettrica. Anche se da un'indagine commissionata proprio da Eurac nel 2020, e che ha coinvolto 500 persone residenti in Alto Adige (età media 51 anni, diploma, con figli), è emerso un quadro non proprio incoraggiante (quasi nessuno aveva avuto esperienze dirette di viaggio su auto elettrica e la maggioranza dubita di comprarne una nei prossimi dieci anni), per quanto riguarda i più giovani le notizie sono più positive. “Tra i più giovani l'apertura al cambiamento è maggiore e il parco auto è per oltre il 60 per cento più vecchio di 5 anni – specifica Eurac – questo significa che al momento del prossimo acquisto le condizioni che fanno dare oggi risposte più scettiche (costi elevati e perplessità sull'autonomia delle batterie) potrebbero essere risolte”.

 

Attualmente inoltre, anche in un territorio 'difficile' come quello altoatesino, secondo Eurac i veicoli di ultima generazione potrebbero permettere la transizione all'elettrico anche di tutti i mezzi pubblici. "Si potrebbero garantire la maggior parte delle tratte anche nelle condizioni peggiori - dicono i ricercatori - per esempio un autobus pieno di persone su una pendenza massima in una giornata invernale di maltempo". Anche la cosiddetta 'range anxiety', ovvero il timore di 'finire le batterie' mentre si è ancora in strada è oggi del tutto infondata. "Quasi tutte le auto elettriche - si legge infatti nel report - hanno da almeno 200 fino a 400/500 chilometri di autonomia, con punte di 600/650 chilometri. Ben oltre i 50 chilometri che vengono percorsi in media ogni giorno in Italia". 

 

Gli esperti di Eurac Research hanno in conclusione valutato varie ipotesi di evoluzione, arrivando addirittura a dichiarare d'aspettarsi che tra il 2025 e il 2033 (“gli scenari dipendono da diversi fattori” dicono) il 50 per cento delle auto vendute in Alto Adige saranno elettriche.

 

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