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Dal 2035 stop alla produzione e alla vendita di auto diesel e a benzina

Il Consiglio dei ministri Ue dell'Ambiente ha raggiunto nella notte l'intesa: per eliminare le emissioni di Co2 sarà necessario abolire le auto alimentate a benzina, diesel, gpl e metano, sostituendole con auto elettriche

Di Sara De Pascale - 29 giugno 2022 - 13:13

LUSSEMBURGO. Basta alla produzione di macchine alimentate a diesel e benzina (nonché a gpl e metano): lo ha deciso il Consiglio dei ministri Ue dell'Ambiente, che ha raggiunto nella notte l'intesa sul pacchetto di misure green 'Fit for 55'per il clima, dedicato a azioni che mirano a ridurre del 55% le emissioni di Co2 entro il 2030 e del 100% entro il 2050

 

Un’Europa che guarda a un futuro sostenibile attraverso azioni concrete, nel tentativo di ridurre le emissioni ora anche grazie alla decisione di porre fine alla produzione di nuove vetture alimentate a benzina, diesel, gpl o metano. Sarà il 2035 l’anno in cui le auto a motorizzazione tradizionale non saranno più in commercio in nessuno dei Paesi dell’Ue, lasciando spazio a alternative elettriche, possibilità più eco-friendly che molti automobilisti hanno già iniziato a abbracciare. Le vecchie auto potranno tuttavia continuare a circolare ma non si esclude che il Parlamento europeo possa pensare di intervenire proponendo ulteriori restrizioni che bandiscano per sempre le vetture più inquinanti rimaste in circolazione fino ad allora.

 

"Un durissimo colpo per il settore automotive (settore commerciale che comprende tutti i veicoli a motore): il voto del Parlamento Europeo che mette al bando i motori termici dal 2035 ribadisce un'impostazione ideologica a favore dell'elettrico e pone in serio rischio la filiera dell'auto italiana e continentale – dichiara Giorgio Marsiaj, presidente dell'Unione industriali di Torino - Una scelta, quella dei parlamentari europei, che non prende in considerazione un comparto produttivo fondamentale e strategico per le economie europee e che mette in serio pericolo, come evidenzia Anfia e come ribadiamo da tempo, 70 mila posti di lavoro".

 

Secondo il presidente delle Unioni industriali il rispetto per l'ambiente non dovrebbe infatti compromettere il futuro dell'automotive: “Non è questa la strada della ragionevolezza", conclude unendosi anche a numerosi automobilisti che, intervistati da Corriere motori, si sono dichiarati preoccupati in merito non soltanto agli elevati costi delle auto elettriche ma anche al fatto che esse non siano alternative "poi così green" in quanto, prima o poi, si porrà il problema di smaltirne le batterie. 

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