Dall'intuizione di Tesla alla scelta ''elettrica'' delle altre case automobilistiche: operazione di marketing o è arrivata la svolta? Lo studio di Eurac
Le vetture elettriche sono ancora molto dispendiose ma, dice il centro di ricerca bolzanini, i tempi stanno cambiando: "La soglia magica per stabilire quando le auto elettriche diventeranno meno costose di quelle a carburanti fossili è di 100 dollari per lo stoccaggio di un kilowattora. Nel 2011 la cifra era di 899 dollari, oggi di 137"

TRENTO. Era il 2003 quando Elon Musk, il geniale (alcuni dicono folle) Ceo di Tesla, ha pensato che per trovare un mercato, e quindi per vendere, ci fosse bisogno di rendere le auto elettriche “belle” e in grado di “andare forte”. Oggi le vetture prodotte dall'azienda americana sono diventate una sorta di status symbol e l'interesse del mercato è cresciuto enormemente per quanto riguarda le automobili elettriche: “Le grandi case automobilistiche ormai focalizzano la loro pubblicità sui veicoli elettrici, sono operazioni per migliorare la propria reputazione o è in atto una svolta?”.
A chiederselo è Eurac nel suo ultimo dossier dedicato interamente alla mobilità elettrica. “La start up Tesla ha avuto due intuizioni fondamentali nei primi anni 2000 – scrivono i ricercatori – quando la mobilità elettrica era ancora considerata dalla maggioranza una trovata eccentrica”. La prima è stata appunto quella di rendere i veicoli più 'attrattivi', migliorandone l'estetica e le prestazioni. “La seconda è il rapporto tra ambientalismo e finanza – dice il centro di ricerca, che precisa – la svolta ambientalista deve essere abbinata all'interesse del mercato, altrimenti è circoscritta all'idealismo di una minoranza”.
In poche parole Tesla (“che al momento è la casa automobilistica le cui azioni valgono di più in borsa, anche se il primo bilancio utile è arrivato solo nel 2020, dopo 17 anni di attività”) è stata in grado secondo Eurac di spingere il mercato in una certa direzione e ha “obbligato gli attori storici del settore a mettersi all'inseguimento”.
Dopo gli scandali che hanno interessato diverse case automobilistiche negli ultimi anni, su tutte la Volkswagen, in merito ai risultati falsi delle emissioni di CO2 dei loro veicoli, dice il centro di ricerca bolzanino: “La fiducia nei motori diesel è stata minata”. All'interno delle aziende stesse poi, le nuove generazioni ai vertici hanno una sensibilità diversa: “Solo pochi anni fa – scrivono i ricercatori – in un discorso a Rovereto Sergio Marchionne aveva liquidato la mobilità elettrica. Il nuovo Ceo di Fiat Chrysler, Michael Manley, ha invece guidato il gruppo verso la fusione con PSA (proprietaria anche di Peugeuot) e il nuovo gruppo, Stellantis, ha dichiarato nel 2021 l'intenzione di passare completamente all'elettrico”.
Un annuncio che nei primi mesi del 2021 hanno fatto anche Volkswagen, General Motors, Jaguar e Ford e che testimonierebbe secondo Eurac la “crescita della presa dei movimenti ambientalisti sui potenziali acquirenti”. Il tutto mentre i governi, principalmente quelli dei Paesi occidentali, prospettano, in vista delle future limitazioni ai combustibili fossili, un futuro in cui i modelli di business tradizionali non avranno più spazio.
Rispetto a 10 anni fa il mondo dell'auto elettrica è completamente cambiato e oggi, dice lo studio di Eurac, siamo vicini al momento in cui un'auto elettrica sarà meno dispendiosa di una a diesel o a benzina. “Il modello base della Tesla costa 50mila euro – scrivono i ricercatori – e anche le più piccole difficilmente scendono sotto i 25mila”. Ma il trend sta cambiando. “I prezzi si stanno abbassando – si legge nel report – in Norvegia, dove il 54% delle vetture vendute nel 2020 era ad alimentazione elettrica pura, per raggiungere la parità di costo tra auto elettriche e quelle a combustibili fossili è stato attuato un mix di tasse più alte per le vetture tradizionali e di incentivi”.
Oltre alle politiche però, sono le stesse case produttrici che si stanno attivando e le previsioni parlano di una parità di prezzo raggiungibile tra il 2025 e il 2030. “Sono due i fattori da tenere in considerazione – sottolinea Eurac – i costi delle batterie sono quelli che incidono di più sul costo totale e negli ultimi dieci anni i prezzi sono scesi moltissimo perché la tecnologia si è evoluta. La soglia magica è di 100 dollari: quando stoccare un kilowattora di energia costerà meno di 100 dollari un'auto elettrica costerà meno di un'auto diesel o a benzina. Nel 2011 ci volevano 899 dollari, oggi 137”. L'altro importante aspetto è poi quello relativo al numero di veicoli prodotti: “Se aumentano le richieste – spiegano i ricercatori – aumenta la produzione e si abbassano i costi. Non solo: aumenta il numero di modelli disponibili, con un ventaglio di prezzi più ampio e possibilità di scelta per tutte le tasche. Nel 2018 sul mercato mondiale c'erano 60 modelli, nel 2025 si stima ce ne saranno 300”.











