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| 13 ott 2021 | 15:45

Croce da 18 metri sul Baldo, indagato il sindaco di Malcesine. I Verdi: “Non dobbiamo farci incantare, dove vi sono criticità bisogna agire”

Il sindaco di Malcesine, Giuseppe Lombardi (assieme a un’altra persona) risulta indagato per turbativa d’asta e falso in atto pubblico. Guarda di Europa Verde: “Un’installazione del genere in uno dei panorami più unici e fragili della nostra regione, rischia di minare notevolmente questa perla naturalistica che si affaccia sul Garda”

Croce da 18 metri sul Baldo, indagato il sindaco di Malcesine
di Tiziano Grottolo

MALCESINE. La croce astile di 18 metri che si vorrebbe posizionare sul versante veronese del monte Baldo è fra le opere più contestate dagli ambientalisti e dalle associazioni della montagna, con il Cai e la Sat in prima fila. Lo scorso settembre si era anche tenuta un’importante manifestazione durante la quale i partecipanti avevano annunciato di aver depositato un ricorso. Ora però la vicenda si arricchisce di un nuovo particolare, il sindaco di Malcesine, Giuseppe Lombardi (assieme a un’altra persona) risulta indagato per turbativa d’asta e falso in atto pubblico.

 

L’inchiesta era partita dagli esposti e dalle denunce presentate per bloccare l’installazione dell’opera. Nel mirino dei magistrati c’è l’accordo stipulato fra il Comune di Malcesine e la società veronese Pgp2. L’accordo prevederebbe la concessione trentennale della area del monte Baldo dove dovrebbe sorgere la croce da 18 metri dedicata a Papa Wojtyla, inoltre il Comune (che ha votato anche una variazione di bilancio per installare l’opera) si farebbe carico delle spese di trasporto della struttura e della sistemazione dell’area. Il tutto per una cifra che si aggira attorno ai 100mila euro.

 

“Mi preme sottolineare che non si tratta di una condanna, ma un atto a tutela delle parti che avranno così modo di dimostrare la loro eventuale innocenza. Allo stesso modo si tratta di un atto giudiziario importante perché evidenzia come nell’affare Monte Baldo vi siano degli aspetti che destano preoccupazione”, il commento della consigliera regionale del Veneto Cristina Guarda.

 

“Siamo tutti preoccupati – prosegue l’esponente di Europa Verde – tranne la Regione Veneto che, fino ad ora, ha dimostrato scarsissimo interesse per quanto sta accadendo sul Monte Baldo: anzi, alcuni sono intervenuti a favore, senza nemmeno curarsi dei nostri rilievi tecnici. Torno a ribadire con fermezza che un’installazione del genere in uno dei panorami più unici e fragili della nostra regione, a cui si aggiungono servizi vari per facilitarne la visita da parte dei turisti, rischia di minare notevolmente questa perla naturalistica che si affaccia sul Garda. Ecco perché non dobbiamo farci incantare da giustificazioni e rassicurazioni: dove vi sono criticità e non ci vediamo chiaro, bisogna agire”.

 

Anche il consigliere provinciale di Trento, Paolo Zanella, ha commentato la vicenda: “Che non fosse proprio tutto proprio trasparente lo avevamo detto mesi fa. Forse ci avevamo visto lungo”.

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