Croce da 18 metri sul Baldo, per il sindaco di Malcesine chiesto il rinvio a giudizio per turbativa d’asta e abuso d’ufficio
Per il sindaco di Malcesine Giuseppe Lombardi è stato richiesto il rinvio a giudizio, le accuse riguardano in particolare la costruzione di una rotonda in Val di Sogno, lungo la strada Gardesana, ma anche la croce astile di 18 metri che si vorrebbe posizionare sul versante veronese del monte Baldo
.jpg?itok=NX26fusF)
MALCESINE. Turbativa d’asta e abuso d’ufficio sono questi alcuni dei capi d’imputazione che vengono contestati al sindaco di Malcesine Giuseppe Lombardi per il quale è stato richiesto il rinvio a giudizio. Nell’eventuale processo potrebbe essere coinvolto anche il comandate della polizia locale del comune che si affaccia sul lago di Garda.
Le accuse riguardano in particolare la costruzione di una rotonda in Val di Sogno, lungo la strada Gardesana, ma anche la croce astile di 18 metri che si vorrebbe posizionare sul versante veronese del monte Baldo. Sempre secondo le accuse il sindaco di Malcesine avrebbe falsificato un documento per il posizionamento della croce dedicata a Papa Wojtyla, cancellando il parere negativo fornito dall’ufficio comunale competente. In ballo c’era un contributo da 100mila euro.
Inoltre Lombardi, contrariamente a quanto previsto dalla legge, non avrebbe trasmesso alcuni importanti atti alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza. L’udienza preliminare è attesa per mercoledì 12 ottobre.
“Premesso che nel nostro ordinamento esiste, per fortuna, il principio di non colpevolezza e per quanto questo confermi i timori che fin dall’inizio animavano i cuori di molti malcesinesi, non possiamo che essere amareggiati dalla notizia”, spiegano dal Comitato Amiche e Amici del Baldo. “Non può far piacere a nessuno, nemmeno all’avversario ‘politico’ più accanito, sapere che il proprio omologo è indagato o, peggio, imputato di un reato molto grave qual è quello di falso materiale in atti d’ufficio, ma confidiamo nella correttezza dell’operato dei magistrati”.














