La croce astile di 18 metri trova casa al santuario della Madonna della Corona, dopo il no degli ambientalisti al Monte Baldo. Il sindaco: "E' un terreno privato"
Un dibattito, quello sulla croce dedicata a Papa Giovanni Paolo II, che si trascina ormai da anni nel comune sul Lago di Garda. Fin da subito le associazioni ambientaliste si erano espresse per il no alla collocazione sul Monte Baldo. Il Cai di Verona: "Noi abbiamo sostenuto fin dal principio che le nostre montagne non hanno bisogno di una croce di 18 metri né di altre opere"

MALCESINE. Sembra essere stata posta la parola fine sulla questione della croce astile dedicata a Papa Giovanni Paolo II che ha infuocato per diverso tempo il dibattito a Malcesine. Ora è stata trovata una collocazione su un terreno privato di proprietà della Chiesa.
A confermarlo il sindaco di Malcesine, Giuseppe Lombardi: "Siamo molto contenti di questa scelta, nel Comune di Ferrara di Montebaldo, nei pressi di Spiazzi. Alla fine si è optato per la collocazione su un terreno privato, in un luogo molto conosciuto e caro a Papa Giovanni Paolo II".
Un dibattito, quello sulla croce di 18 metri di altezza, che si trascina ormai da anni e non soltanto nel comune sul Lago di Garda, dove fin da subito le associazioni ambientaliste, tra cui il Cai, Legambiente e il Wwf, si erano espresse contrariamente alla collocazione dell'opera sul Monte Baldo, su una superficie di particolare pregio ambientale e naturalistico e per scopi prettamente commerciali.
Diverse le manifestazioni di dissenso che avevano coinvolto enti, associazioni e cittadini. Ma ora sembra che finalmente si sia arrivati a una soluzione.
"Grande soddisfazione da parte nostra - dichiara il presidente del Cai di Verona, Antonio Guerreschi - con questa nuova collocazione su un terreno privato, nei pressi del santuario della Madonna della Corona che si affaccia sulla val d'Adige, non possiamo più dire nulla. E' stato trovato il posto adatto finalmente e su questa soluzione siamo d'accordo. Noi abbiamo sostenuto fin dal principio che le nostre montagne non hanno bisogno di una croce di 18 metri né di altre opere".
Inizialmente destinata a Cortina d'Ampezzo, nel bellunese, "la croce arrivò poi nel 2020 a Malcesine promossa dal sindaco Lombardi e vicensindaco - conclude il presidente del Cai - era stata proposta come collocazione una zona vicino all'arrivo alla funivia di Malcesine sul baldo, punto tale da cui si sarebbe potuta vedere dalla pianura. Per noi qualcosa di estremamente impattante a livello ambientale e paesaggistico, ma per fortuna chiudiamo questo capitolo".


















