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Trento
30 ottobre | 17:40

Accolti i ricorsi contro la mega antenna alta 29 metri. Il sindaco: "Contenti di questo esito: ora cerchiamo una nuova collocazione per salvaguardare l’ambiente e il paesaggio"

Le parole del sindaco di Comano Terme Fabio Zambotti nel giorno in cui arriva l'esito dei ricorsi presentati da Comune e dalle Terme contro la mega antenna

Accolti i ricorsi contro la mega antenna alta 29 metri
di MOb

COMANO TERME. C'è entusiasmo e sollievo nelle parole del sindaco di Comano Terme Fabio Zambotti mentre commenta a Il Dolomiti gli ultimi sviluppi di una vicenda che ormai da mesi infiamma il dibattito del paese: sono infatti stati accolti i ricorsi contro l'installazione della mega antenna da 29 metri che "domina" il paesaggio sopra Ponte Arche.

 

"Sì - dichiara Zambotti -, i ricorsi che abbiamo presentato come Comune di Comano e, parallelamente, quello presentato dalle Terme sono stati accolti. Siamo molto soddisfatti di questo esito, che rappresenta una vittoria importante per la comunità. Dobbiamo ancora leggere con attenzione le motivazioni specifiche della sentenza ma possiamo dire che è una svolta assolutamente positiva".

 

"Ora valuteremo il da farsi in base alle indicazioni che emergeranno dalle motivazioni della sentenza. L’obiettivo, però, non è eliminare completamente la struttura, bensì individuare una collocazione alternativa. Insomma, non si vuole compromettere la funzionalità dell’antenna, ma vogliamo trovare una soluzione che minimizzi il suo impatto visivo e ambientale: stiamo lavorando per trovare un equilibrio che possa soddisfare le esigenze di tutti, residenti compresi".

 

Nella sua posizione attuale, l'antenna in effetti è piuttosto "ingombrante" dal punto di vista paesaggistico: "E allontanarla dal centro abitato potrebbe anche ridurre i rischi legati alla vicinanza del campo elettromagnetico. Già in sede di presentazione del ricorso avevamo esplorato alcune opzioni per spostare l’antenna a una distanza maggiore dall’abitato: idealmente, vorremmo collocarla circa un centinaio di metri più in alto rispetto alla posizione attuale, in un’area dove risulterebbe molto meno visibile e almeno parzialmente coperta dalla vegetazione. Un compromesso che garantirebbe comunque il servizio senza arrecare disagio alla comunità e al paesaggio circostante: anzi, sarebbe posta su un terreno concesso da un privato 'quasi gratuitamente'. D'altronde è evidente che questa scelta non rappresenti solo una preoccupazione per l’amministrazione, ma anche un tema di forte interesse per i cittadini".

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