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Il Consiglio di Stato ordina ai carabinieri del Cites una nuova ispezione del Casteller, Enpa e Oipa: “M57 ha diritto a un futuro di libertà”

Il Consiglio di Stato ha accolto molte delle istanze presentate da Enpa e Oipa che chiedono la liberazione di M57, recluso al Casteller dopo l’aggressione ai danni di un carabinieri. Le associazioni: “La Provincia di Trento deve abbandonare il regime di autarchia in materia di biodiversità”

Di T.G. - 09 giugno 2021 - 16:43

TRENTO. Il Consiglio di Stato ha appena accolto diverse richieste che l'Ente nazionale protezione animali (Enpa) e l'Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) avevano presentato nel ricorso per ottenere l'annullamento della sentenza del Tar di Trento che prevede la reclusione di M57, l’orso responsabile dell’aggressione ai danni di un carabiniere ad Andalo.

 

Nell'ordinanza il Consiglio di Stato ha richiesto una nuova ispezione (QUI i risultati della precedente), senza preavviso, del Centro faunistico del Casteller, dove è detenuto anche M57, da parte dei carabinieri forestali del Cites. L’obiettivo sarà quello di accertare le attuali condizioni del centro e degli orsi ospitati al suo interno (oltre a M57 è presente anche M49). Inoltre è stata richiesta l’acquisizione del parere dell’Ispra in relazione ai presupposti della captivazione di M57, a proposito dell’aggressione di Andalo.

 

Esprimiamo soddisfazione per questa decisione del Consiglio di Stato – commentano Enpa e Oipa – M57 ha diritto a un futuro di libertà. Il nostro è un impegno forte e doveroso nei confronti della popolazione ursina del Trentino, cui viene negata quella politica di convivenza con le persone che è l'unica soluzione per questa dolorosa e ingiusta forma di ostilità che viene portata avanti nei confronti degli orsi in Trentino”.

 

Secondo le associazioni animaliste M57 sarebbe stato incarcerato con una procedura del tutto anomala e con un’istruttoria insufficiente “catturato su un ordine impartito dal presidente Maurizio Fugatti – accusano Enpa e Oipa – senza una vera approfondita indagine sullo svolgimento dei fatti”. Inoltre, sempre secondo quanto ricostruito dalle associazioni, anche nelle settimane seguenti la Provincia di Trento non avrebbe dato formale notizia all'Ispra, come invece vorrebbe la legge.

 

Con l'ordinanza di oggi, il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza cautelare e ha fissato l'udienza per la discussione del merito al 14 ottobre 2021. “Ringraziamo l'avvocato Valentina Stefutti che ci ha rappresentato nella ormai lunga tornata legale a favore degli orsi trentini. Riteniamo che, dopo la decisione del Consiglio di Stato, la Provincia di Trento debba abbandonare il regime di autarchia in materia di biodiversità, un vicolo cieco senza giustificazioni, prospettive, senza risposte né per i cittadini né per l'Europa e le sue politiche di tutela”.

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