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Il patto fra Provincia e 71 aziende agricole per salvare gli uccelli che nidificano a terra. A Bolzano incentivi per gli agricoltori che posticipano la fienagione

La scomparsa dell’habitat naturale e l’agricoltura intensiva minacciano alcune specie di uccelli, in particolare quelle che nidificano a terra. L’assessore all’agricoltura: “Tutte le aziende coinvolte nel progetto hanno posticipato la fienagione, così gli uccelli hanno potuto covare le uova”

Di Tiziano Grottolo - 19 luglio 2021 - 17:07

BOLZANO. La zona della Malser Haide per molto tempo è stata conosciuta come il “granaio del Tirolo”. Si tratta di un’area molto vasta compresa fra i territori di Glorenza e San Valentino alla Muta, in Alta Val Venosta, che riveste una grande importanza anche dal punto di vista ornitologico, soprattutto per gli uccelli che nidificano a terra. A causa della riduzione del loro habitat naturale e dell’agricoltura intensiva però, alcune specie di questi uccelli sono minacciate, in particolare quelle legate ad ambienti agricoli, nei prati da sfalcio e da pascolo.

 

Per esempio, il re di quaglie, un rallide migratore e visitatore estivo, è minacciato dallo sfalcio con mezzi meccanici e dall’eccessivo uso di fertilizzanti. Anche alcuni passeriformi come l’averla piccola e la bigia padovana sono a rischio a causa dall’intensificarsi delle pratiche agricole e dal progressivo abbandono della montagna e dal conseguente rimboschimento naturale.

 

È proprio per preservare zone come quella della Malser Haide che la Provincia di Bolzano ha messo in campo un progetto con l’obiettivo di incentivare una coltivazione delle superfici agricole che tuteli gli uccelli che nidificano a terra. Nella primavera del 2021, nell’ambito del progetto “Uccelli che nidificano nella landa di Malles”, la Giunta provinciale ha concesso un contributo, basato sulla superficie dell’azienda, alle imprese agricole affinché rispettino le date di sfalcio in funzione della nidificazione.

 

L’area del progetto è suddivisa in tre sottozone: zona bassa, zona media e zona alta. La superficie minima per la concessione dell’aiuto è di un terzo di ettaro. L’aiuto è pertanto concesso come premio e ammonta annualmente a 600 euro per ettaro. Oltre al rispetto della data di sfalcio delle parcelle di prato interessate, la partecipazione alle misure agroambientali o biologiche del programma di sviluppo rurale della Provincia dell’Alto Adige è un prerequisito per le aziende partecipanti.

 

Quest’anno sono state 71 le aziende che hanno fatto domanda di concessione e di liquidazione per un totale di 162 ettari di prato. Nel corso delle ispezioni in loco effettuate dalle autorità forestali, un totale di quattro domande sono state respinte perché i requisiti non erano soddisfatti. Le aziende agricole della zona media (1250 metri di quota) sono quelle che hanno partecipato maggiormente al progetto.

 

L’assessore provinciale all’agricoltura, Arnold Schuler, si è detto soddisfatto del successo del progetto: “Tutti gli agricoltori hanno posticipato la fienagione, così gli uccelli hanno potuto covare le uova. Si è cercato dunque di proteggere e conservate le specie più a rischio che abitano nella zona della Malser Haide”. Un simbolo del successo di questa iniziativa è la bandiera verde dell’associazione ambientalista italiana Legambiente, inoltre progetto è seguito con interesse anche da alcuni ornitologi che si occupano del monitoraggio nell’ambito di un progetto interregionale.

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