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IL VIDEO. I lupi sbranano un cane nel cortile? Vero, ma è successo in Russia e non in Trentino. Gli esperti: “Predazioni di questo tipo sono eventi estremamente rari”

Il video diffuso sui social mostra un branco di lupi aggredire un cane tenuto alla catena, alcuni utenti hanno indicato anche il Trentino fra le possibili località dove sarebbe avvenuto il fatto, le immagini però arrivano dalla Russia. Gli esperti: “Le predazioni a scopo alimentare ai danni di cani, fortunatamente, sono episodi estremamente rari”

Di Tiziano Grottolo - 18 March 2021 - 13:06

TRENTO. Le immagini sono crude, si vede un cane di grossa taglia legato a una catena che viene assalito e ucciso da un branco di lupi. Come spesso accade, in poco tempo il video è diventato virale, il problema è che è stato trasformato in una fake news nel momento in cui è stata indicata, per sbaglio o con malizia, un’errata localizzazione del fatto. A seconda di chi ha pubblicato le immagini la predazione sarebbe avvenuta in Piemonte, Veneto ma anche in Trentino-Alto Adige, la verità però è che il video è stato ripreso da una telecamera di sorveglianza in Russia.

 

Ovviamente la notizia, diffusa anche da alcuni mezzi di informazione, ha creato un certo allarmismo in buona parte ingiustificato visto che episodi simili sono estremamente rari in Italia. Non si tratta nemmeno del primo caso in cui un video girato in un altro Paese circola in Italia fino a diventare virale. Come riportato sulla pagina Facebook “Canis lupus italicus - Lupo appenninico” predazioni di questo tipo sono comunque aumentate in Italia, soprattutto per via dell’incremento della popolazione di lupi che stanno ri-colonizzando l’arco alpino dopo essere stati sterminati dall’uomo.

 

 

Questo fenomeno – spiegano gli esperti – si verifica in presenza di particolari condizioni ambientali e sociali. La predazione, oltre che su cani da caccia utilizzati durante le battute al cinghiale, può avvenire su cani vaganti di piccola e media taglia, incontrati sul territorio, ad esempio presso discariche o stalle con presenza di rifiuti organici non correttamente smaltiti, o su cani padronali gestiti in maniera non corretta, cioè tenuti liberi in cortili non adeguatamente protetti o addirittura legati a catena”. Pur trattandosi di un fenomeno verso il quale va prestata la giusta attenzione va tenuto in considerazione che gli esseri umani non rappresentano, a differenza dei cani, potenziali prede per i lupi, inoltre “la predazione su cani non è indicativa di una maggiore confidenza del lupo verso l’uomo”.

 

Come ricostruito dall’associazione “Io non ho paura del lupo” l’ultimo episodio legato a una predazione su cane domestico è avvenuto in Piemonte, nel comune di Paesana. La stessa associazione sottolinea l’importanza di denunciare ai veterinari dell’Asl o ai carabinieri forestali i casi di sospetta predazione in modo da consentire alle autorità di svolgere le adeguate verifiche e capire se si è trattato effettivamente di una predazione. “Le predazioni a scopo alimentare ai danni di cani – ricordano gli esperti – fortunatamente sulle Alpi sono episodi estremamente rari”.

 

Ad ogni modo è importante tenere a mente alcune norme di comportamento basilari come la necessità di avere sempre il proprio cane sotto controllo durante le escursioni, quest’ultimo un modo per evitare che a sua volta attacchi la fauna selvatica. Inoltre bisogna ricordare che è vietato lasciar vagare il cane da solo, e che anche i cani tenuti alla catena (pratica vietata dalla legge in alcuni contesti) o in cortili aperti dove i lupi possono accedere possono correre dei rischi. 

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