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Le gru in volo sul Trentino (VIDEO), l’esperto: “Si spostano in stormi anche molto numerosi che possono arrivare al centinaio di esemplari”

In questi giorni è possibile ascoltare un verso insolito nei cieli del Trentino: si tratta della migrazione delle gru che dal Nord Europa e dalla Russia si stanno spostando in Algeria e in Tunisia. L’esperto: “Spazi come l’oasi del Wwf di Inghiaie sono importantissimi per queste uccelli”

Foto a sinistra Peter Mulligan, foto a destra Marek_Szczepanek - Wikipedia
Di Tiziano Grottolo - 29 novembre 2021 - 17:17

TRENTO. Da alcuni giorni, come a ogni autunno, le Gru (Grus grus) e le loro vocianti formazioni aeree si stanno facendo notare nei cieli del Trentino, dove difficilmente passano inosservate.

Come spiega Karol Tabarelli de Fatis, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione per il Wwf Trentino si tratta di animali di grandi dimensioni la cui apertura alare può superare i due metri di lunghezza. “Le gru si spostano in stormi anche molto numerosi che possono arrivare al centinaio di esemplari. In condizioni di scarsa visibilità mantengono il gruppo compatto, grazie a versi di contatto che suonano come un ‘kru-kru’ da cui trae origine sia il loro nome comune, che quello scientifico”.

 

 

Infatti, trattandosi di un migratore che si sposta anche in orario crepuscolare notturno, potrebbe essere difficile osservarne la tipica formazione in volo a “V”, in quel caso lo loro presenza potrebbe essere però tradita dal tipico verso a “trombetta”.

 

Questi uccelli nidificano abitualmente nel Nord Europa e in Russia mentre gli esemplari che attraversano l’Italia in questi giorni, sono diretti - in buona parte - nei siti di svernamento, localizzati lungo le coste Nord africane dell’Algeria e della Tunisia. “In Italia abbiamo svernamenti di una certa consistenza solo da relativamente pochi anni (come ad esempio nel Tavoliere delle Puglie) – sottolinea Tabarelli de Fatis – mentre non nidifica nel nostro paese dai primi decenni del novecento”.

Nelle settimane e giorni precedenti questi migratori oltre a sorvolare le valli trentine hanno anche trascorso del tempo a terra per riposarsi e alimentarsi. Per esempio uno sparuto gruppo di gru ha scelto i campi che si affacciano sulla Riserva naturale provinciale e oasi del Wwf di Inghiaie a Levico Terme. “Questo pezzetto di Valsugana è un sito estremamente caro agli amanti della natura. Si tratta di luoghi aperti molto importanti per gli uccelli migratori, che vedono regolarmente la sosta di diverse specie, tra cui, oltre alle Gru, anche Cicogne bianche, Pavoncelle, Aironi rossi, Upupe, e altre specie”. Altri avvistamenti in volo sono avvenuti nella zona del parco Gocciadoro di Trento e in quella del Monte Gazza in Valle dei Laghi.

 

Come ricordano dal Wwf sarebbe auspicabile che per tutti questi instancabili migratori venissero lasciati dei minimi luoghi di sosta, nei fondovalle ormai completamente riconvertiti alle esigenze umane. “Farebbe bene a loro e anche a noi”, conclude Tabarelli de Fatis.

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