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L'insetticida Trebon, Fontana (World Biodiversity Association): ''Gli apicoltori fanno bene a tenere alta l’attenzione''. L'allarme arriva in Consiglio provinciale

Nei giorni scorsi gli apicoltori trentini avevano lanciato l'allarme sull'uso dell'insetticida Trebon. Paolo Fontana ricercatore alla Fem e presidente di World Biodiversity Association spiega: "Gli insetticidi sono un problema globale ma per risolverlo, soprattutto a livello locale, è fondamentale trovare un percorso comune tra agricoltura e apicoltura”

Di G.Fin - 22 giugno 2021 - 11:04

TRENTO. “Gli apicoltori fanno bene a tenere alta l’attenzione su questo tema. Ci vuole sempre la massima precauzione per evitare danni al mondo degli impollinatori e della biodiversità. In Fondazione Edmund Mach questa attenzione è costante e i bollettini tecnici inviati agli agricoltori mirano sempre a eliminare o minimizzare i rischi per la fauna utile ed in primo luogo per le api”. Dopo l'allerta arrivata nei giorni scorsi dagli Apicoltori Trentini che hanno puntato il dito sull'indicazione, data dalla Fondazione Edmund Mach, di utilizzare l'insetticida Trebon contro la Flavescenza dorata delle viti, ad intervenire è Paolo Fontana naturalista, entomologo, ricercatore alla Fem e presidente di World Biodiversity Association oltre che apicoltore.

 

Il presidente degli Apicoltori trentini, Marco Facchinelli, ha spiegato a ilDolomiti.it che in un momento così difficile per le api, l'utilizzo di un insetticida impattante come Trebon le avrebbe “sterminate”. “Non siamo stati nemmeno informati – ci ha spiegato nei giorni scorsi Facchinelli – e solo nelle scorse ore dall'Istituto San Michele ci è arrivato l'avviso con le scuse per il ritardo. Noi in meno di 24 ore dovremmo spostare tutte le nostre api dai luoghi dove verranno fatti i trattamenti ed è impensabile. Tra l'altro le api vanno anche oltre i 400 metri di altezza e arrivano fino a 4 chilometri di distanza”. (QUI L'ARTICOLO)

 

Una presa di posizione nelle scorse ore è arrivata  da Romano Nesler, presidente della Federazione associazioni apicoltori del Trentino nella quale aveva sottolineato il silenzio della Provincia difronte alla questione. (QUI L'ARTICOLO)

 

Se da un lato la presa di posizione degli apicoltori è quanto mai importante dall'altro sull'utilizzo dell'insetticida Trebon, il professor Fontana, sottolinea la necessità di rispettare le regole e le linee guida predisposte dalla Fem. “Il bollettino – ci dice – esprime chiaramente la necessità di effettuare il trattamento solamente a fioritura terminata. E' fondamentale che venga fatto in assenza di fiori nel vigneto”. Questo ovviamente perché senza fiori è difficile che durante l'intervento siano presenti delle api.

 

“Trebon – ci spiega – non è certo acqua fresca e come tutti gli insetticidi ha l'obiettivo di uccidere degli insetti. Ma deve essere usato in modo assolutamente corretto. Non possiamo pensare che la Fem non dia consigli tecnici o linee guida agli agricoltori su problematiche importanti come la Flavescenza dorata. Ma il ruolo di Fem è quello di consigliare quei prodotti che, consentiti dalla legislazione vigente, sono anche poco pericolosi per le api ma che hanno anche una buona efficacia per il contenimento delle problematiche agricole. Gli insetticidi sono un problema globale ma per risolverlo, soprattutto a livello locale, è fondamentale trovare un percorso comune tra agricoltura e apicoltura”.

 

La questione sollevata dagli Apicoltori è finita anche in Consiglio Provinciale con una interrogazione della consigliera dei Verdi, Lucia Coppola.

 

“I pesticidi – spiega Coppola - in particolare gli insetticidi, oltre alle mortalità provocate da grossolani errori durante il loro impiego (interventi fitoiatrici eseguiti in fioritura, in presenza di vento, contaminazione della flora spontanea, ecc.), sono anche sospettati di abbassare, in dosi sub-letali, le difese immunitarie e di indurre alterazioni sul comportamento, sull’orientamento e sull’attività sociale delle api”.

 

Al presidente della Provincia, Fugatti, viene questa quale sia la motivazione per la quale non vi è stata una corretta e soprattutto preventiva informazione agli apicoltori delle indicazioni date da Fem ai viticoltori per combattere la Flavescenza dorata; se non si ritenga prioritario aumentare i finanziamenti dedicati alla ricerca per la lotta alla Flavescenza dorata, studiando metodologie il più rispettose possibile dell’ecosistema. Infine, in merito alla Flavescenza dorata, se non si ritenga necessario sviluppare una strategia condivisa per fronteggiare questa malattia che sta creando una vera e propria emergenza per i viticoltori e gli apicoltori.

 

Sullo stesso tema ad intervenire con un'altra interrogazione è il consigliere provinciale di Futura, Paolo Zanella. "Il Rapporto 2019 dell’Ipbes, l'Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services dell’ONU ha calcolato - viene spiegato nel documento - una diminuzione di api selvatiche e farfalle pari al 40-50% e dimostrato che il declino degli insetti è otto volte più veloce di quello dei mammiferi, uccelli e rettili. Alla base del fenomeno ci sarebbero molteplici fattori: uso di prodotti fitosanitari, pratiche agronomiche che non lasciano habitat per queste specie di insetti, i cambiamenti climatici, l’inquinamento ambientale diffuso e la presenza di specie esotiche invasive". 

 

Zanella chiede quando e con quali tempi siano stati avvertiti gli apicoltori del trattamento obbligatorio contro la Flavescenza Dorata e perché non si siano approfondite e ampliate le modalità di contrasto, anche confrontandosi
con gli apicoltori. Tra le domande contenute nell'interrogazione del consigliere provinciale di Futura anche quella si sapere "Come la Provincia stia vigilando sull'effettivo sradicamento delle viti affette da Flavescenza dorara, visto che
l’estirpo completo delle piante infette rappresenta l’unica soluzione efficace nel contrasto".

 

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