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Malga Lagorai, la petizione: “Sì agli interventi di recupero ma senza snaturare l’area”. I cittadini chiedono la ristrutturazione ma si oppongono al “ristorante-rifugio”

Un gruppo cittadini ha consegnato una petizione al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder. La richiesta? Che il Consiglio si mobiliti affinché Malga Lagorai sia ristrutturata senza però essere trasformata in una struttura ricettiva, come nei piani della Magnifica Comunità di Fiemme

Di Marianna Malpaga - 21 marzo 2021 - 17:34

TRENTO. Prosegue il dibattito sul futuro di Malga Lagorai. L’annosa questione ha portato, nel dicembre dell’anno scorso, alla stesura di una petizione firmata da 161 persone e consegnata al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder. Con la petizione, i cittadini domandano che Malga Lagorai non sia trasformata in un ristorante-rifugio, come previsto dalla Magnifica Comunità di Fiemme. “Non c’è dubbio che la struttura necessiti di interventi di recupero – precisa la petizione – ma ciò dovrebbe avvenire senza snaturare la tipologia e senza conseguenze per il contesto in cui è inserita”.

 

I firmatari chiedono quindi che Malga Lagorai sia sistemata per garantire un rifugio dignitoso ai pastori e ai loro animali, non per diventare una struttura ricettiva. “Il Lagorai-Cima d’Asta è una vasta area naturale, oltre 80mila ettari, che va valorizzata nel principio prioritario della conservazione – precisano i firmatari della petizione in un documento del 14 marzo rivolto alla III Commissione del Consiglio provinciale, su cui ricade la competenza della tutela dell’ambiente -. Le esperienze vissute in Val di Fiemme e anche in Valsugana dimostrano che laddove le strutture in quota sono state potenziate con il tempo, anche breve, i territori si siano degradati (ampliamento e potenziamento della viabilità e di accesso, asfaltatura, liberalizzazione degli accessi, problemi di antropizzazione): Valmaggiore e Valle di Sadole ne sono un esempio negativo”.

 

Cinque i punti sollevati dal documento. Il primo, la salvaguardia della mulattiera che porta a Malga Lagorai, risalente alla Prima guerra mondiale. “È pendente il giudizio della Soprintendenza che, dopo un sopralluogo, potrebbe (è auspicabile) catalogarla come bene storico - precisa il documento -. Oltre al vincolo del restauro conservativo la strada risulta accessibile solo per i mezzi autorizzati dal comune di Tesero; riteniamo sia necessario interdire l’accesso a tutti i veicoli che non debbano recarsi in zona che non siano motivi di vigilanza, di lavoro, o per la gestione selvicolturale”.

 

Il secondo punto è, invece, la preoccupazione per lo smaltimento delle acque reflue della Malga in una vasca Imhoff. “La relazione presentata dal geologo con uno studio approfondito dichiara la compatibilità geologica, ma si limita a questo – spiegano i firmatari della petizione -; è assente lo studio di biocompatibilità di una fossa posizionata poco a monte del Lago di Lagorai, il quale potrebbe subire inquinamento nella microbiologia della sua acqua di ottima qualità: ciò arrecherebbe un danno ambientale incalcolabile, anche solo con un lievissimo apporto di inquinanti”.

 

Infine, il documento mette in guardia dalla scelta di un generatore diesel per la produzione di energia elettrica (“Crediamo – si legge – che una eventuale tale scelta debba portare a una particolare attenzione, a fronte dell’inquinamento sonoro dell’impianto e delle possibili perdite di gasolio o ad una incuria nella gestione”) e denuncia la “mancata informazione e discussione sul progetto” con la popolazione.  Il 16 marzo, Tiziana Vanzo, referente della petizione, ha portato le istanze dei firmatari all’interno della III Commissione. Era presente anche Luigi Casanova, interpellato dai firmatari della petizione sui rischi del progetto, che ha esortato i consiglieri provinciali a “salvare” Malga Lagorai e il Lago Lagorai con investimenti destinati alla sola riqualificazione dell’alloggio del pastore e del pascolo.

 

Il consigliere provinciale della Lega Gianluca Cavada si è espresso a favore di una gestione familiare di Malga Lagorai. Cavada ha aggiunto che da sempre la Magnifica Comunità governa l’area in modo egregio, ed è quindi credibile quando dice di garantirne la tutela. Simile la posizione del consigliere Upt Pietro De Godenz, che ha evidenziato l’importanza delle posizioni favorevoli al progetto espresse dai sindaci e dai rappresentanti della Magnifica Comunità. De Godenz ha detto di condividere alcune delle richieste del comitato promotore della petizione, ma ha affermato che non si possa limitare a pochi visitatori la conoscenza della zona.

 

In direzione opposta, invece, il parere della consigliera del Gruppo misto Lucia Coppola, che condivide la petizione perché “viene dal basso e mostra l’apporto della società civile alla responsabilità delle istituzioni chiamate a tutelare il territorio e l’ambiente”. I firmatari del documento, ha sottolineato la consigliera, chiedono giustamente che al progetto di riqualificazione venga data un’impronta più lieve. Anche il consigliere di Onda Civica Filippo Degasperi si è detto d’accordo sul fatto che Malga Lagorai rimanga una malga, aggiungendo che potrebbe rappresentare un turismo nuovo, di nicchia.

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