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Pesticidi, Dallapiccola: ''Occasione di confronto sprecata. La Giunta è apparsa debole e immatura ma agricoltori e cittadini hanno bisogno di certezze''

L'ex assessore Michele Dallapiccola è intervenuto a seguito dell'incontro organizzato nei giorni scorsi dopo che il presidente Walter Kaswalder ha accolto la proposta rivolta dal dottor Salvatore Ferrari, ex presidente di Italia Nostra del Trentino: "L'assessora Segnana non si è nemmeno presentata. La Provincia leghista cerca sempre di scappare dalle responsabilità"

Di Luca Andreazza - 04 April 2021 - 21:59

TRENTO. "La conferenza di informazione sull’utilizzo degli agrofarmaci, tenuta nei giorni scorsi dal Consiglio provinciale, poteva essere una vera occasione di confronto che invece è andata completamente sprecata". Questo il commento dell'ex assessore Michele Dallapiccola, che riprende l'appuntamento organizzato nei giorni scorsi dopo che il presidente Walter Kaswalder ha accolto la proposta rivolta dal dottor Salvatore Ferrariex presidente di Italia Nostra del Trentino (Qui articolo).

 

L’ideatore dell’incontro, Salvatore Ferrari, aveva illustrato le ragioni della conferenza. La richiesta nasce dalla esigenza di fare il punto sull’applicazione in Trentino del piano nazionale sull’uso dei prodotti fitosanitari (Pan) adottato nel 2014 in Italia sulla base di una direttiva del 2012; il già presidente di Italia Nostra ha ricordato i cinque obiettivi generali indicati dal Pan per ridurre i rischi e gli impatti dei prodotti fitosanitari sulla salute umana, sull'ambiente e sulla biodiversità: promuovere l'applicazione della difesa integrata, dell'agricoltura biologica e di altri approcci alternativi; proteggere gli utilizzatori dei prodotti fitosanitari e la popolazione interessata; tutelare i consumatori; salvaguardare l'ambiente acquatico e le acque potabili; conservare la biodiversità e tutelare gli ecosistemi.

 

L'assessora Giulia Zanotelli è apparsa mettersi subito sulla difensiva per ricordare che  su questo tema la Provincia ha avviato e attuato iniziative che hanno coinvolto tutti i soggetti del mondo agricolo e sottolineato il ruolo importante della Fondazione Mach. Un intervento in Aula e poi tramite nota ufficiale in particolare rivolto a Patrizia Gentilinimedico chirurgo specialista in oncologia ed ematologia, oltre che rappresentante del Comitato scientifico dell’associazione Medici per l’Ambiente Isde Italia, la quale ha snocciolato diversi numeri per evidenziare che "l’uso sostenibile dei fitosanitari è di farli diventare inutili perché sempre anche una minima quantità di queste sostanze finisce nell’ambiente".

 

Un'occasione, giudicata, da più parti persa per avviare un ragionamento sull'agricoltura trentina. "La Giunta - dice Dallapiccola - è apparsa debole e immatura, con la titolare alla sanità che non si è nemmeno presentata. L’agricoltura dopo un discorso vuoto fatto di avverbi e banalità ha lasciato libero il campo alla controparte. Eppure, non sarebbe stato difficile controbattere perché la parte medica, a mio modestissimo avviso, si è presentata con un taglio scientifico davvero poco 'trentino' e più generale".

 

L'esperta, infatti, ha riportato alcuni dati di Ispra e il questo senso la Provincia di Trento si posiziona al secondo posto in Italia dopo il Veneto per l'utilizzo di prodotti fitosanitari, con 1.254 tonnellate54 chili per ettaro. Inoltre in Trentino sono state trovate 130 sostanze, sopra la media nazionale, nel 52% delle acque superficiali. In val di Non, per esempio, su 34 individui sani è stata riscontrata nelle urine e nel sangue la presenza di 10 tra pesticidi e funghicidi in quantità diverse a seconda dei periodi in cui sono avvenuti i trattamenti. Insomma, per Gentilini la salubrità dell’ambiente è determinante per permettere di vivere una vecchiaia in buona salute.

 

"La pur bravissima e gentilissima rappresentante dei Medici per l’ambiente - evidenzia il consigliere provinciale in quota Patt - è intervenuta presentando una serie di considerazioni tecniche completamente decontestualizzate rispetto alla realtà locale. Anzi, troppo a lungo ha lasciato non corretto un lapsus macroscopico. Ha parlato di 125.000 tonnellate/anno di fitofarmaci utilizzati in Trentino, una prova di badare più al messaggio di parte da trasmettere che alla sostanza dei dati riportati. Si è parlato anche di studi effettuati per capire la tossicità in vivo in vitro di alcuni elementi, il chlorpyrifos in particolare. Dai disciplinari trentini è stato eliminato da un bel pezzo".

 

Molte azioni sono state portate avanti negli ultimi anni per cercare di migliorare la situazione, anche se resta ancora tanto lavoro da fare. "Non sarà forse perché tutto quello che di migliorativo è stato fatto in campo agronomico, a partire dall'applicazione di un Piano agronomico nazionale più restrittivo, lo hanno fatto gli amministratori del passato. Per non parlare del campo sanitario - prosegue Dallapiccola - nessuna indagine collaterale è stata portata avanti, come invece era stato preso in considerazione in passato".

 

Negli ultimi anni è inoltre aumentata la consapevolezza della popolazione sulla pericolosità dell'utilizzo di certe sostanze. "Oggi - dice l'ex assessore - le persone che convivono con gli impianti della frutta vicino a casa hanno paura, inutile negarlo. C’è un forte bisogno di sapere che cosa e come vengono utilizzati gli agrofarmaci. E' un argomento chiaramente complesso in quanto il comparto riguarda circa 15 mila famiglie, più indotto, che lavorano in questo settore: imprenditori che eseguono le indicazioni che vengono impartite dalla politica e chi sbaglia viene pesantemente sanzionato".

 

Nei mesi scorsi il governo provinciale aveva compiuto un passo indietro nel sospendere il monitoraggio sull'utilizzo dei fitofarmaci (Qui articolo). Questo nonostante i Trentino sia il territorio con il più alto livello di principi attivi per ettaro di superficie agricola utilizzata d'Italia, secondo solo al Veneto (dati 2018). Ma da quanto emerso nel corso della discussione, la Pat non sembra aver in programma ulteriori azioni particolari per il settore, se non quello di proseguire lungo la strada già tracciata. 

 

"Tutti hanno bisogno di poter lavorare, di avere idee chiare, regole e perimetro definito, entro il quale potersi muovere. E’ arido il silenzio che la Giunta provinciale leghista stende su questi spinosi argomenti per scappare dalle proprie responsabilità. Il risultato è magistrale: sono arrabbiati i contadini che non si sentono protetti dalla politica che hanno votato e sono arrabbiati i cittadini che si sentono lasciati soli in balia della chimica", conclude Dallapiccola.

 

Da qui l'interrogazione presentata dal Patt in Provincia e firmata anche da Paola Demagri per chiedere maggiori chiarimenti all'esecutivo della Lega, in particolare per comprendere la fine che hanno fatto le azioni di monitoraggio che dovevano essere svolte da Apss e Istituto superiore di Sanità, secondo quanto previsto da un’apposita convenzione siglata nella passata legislatura, ma anche sapere se c'è l'intenzione di proporre qualcosa a livello provinciale.

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