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| 13 ago 2021 | 12:58

Ricorso alla Corte dei Conti contro la caccia in Trentino: “Danno erariale per l’inaccettabile e annosa devastazione della fauna selvatica”

“La Provincia favorisce la caccia”, il gruppo Rinascita Rovereto ha pronto un ricorso alla Corte dei Conti di Trento: “Gli animali selvatici dovrebbero invece venire considerati come bene comune, ossia patrimonio indisponibile dello Stato”

Ricorso alla Corte dei Conti contro la caccia in Trentino: “Danno erariale per l’inaccettabile e annosa devastazione della
di T.G.

ROVERETO. “Non solo questa attività viene tollerata a livello provinciale, ma vengono puntualmente emanati norme e decreti che favoriscono il fenomeno”, così gli appartenenti al gruppo di Rinascita Rovereto (presente anche nel Consiglio comunale della città della Quercia) si scagliano contro la pratica della caccia.

 

“In provincia di Trento – commentano – come in molte altre zone d’Italia, la situazione degli abbattimenti’, ossia delle uccisioni legalizzate di fauna selvatica, è drammatica”. Come spiegato da Il Dolomiti, solo nel 2018 in Trentino, fra uccelli e mammiferi, sono stati abbattuti 84.787 esemplari. Nei due anni precedenti gli abbattimenti complessivi erano stati 149.663 nel 2017 e 130.378 nel 2016. Caprioli, cervi, cinghiali, lepri comuni, volpi ma anche merli, beccacce, cornacchie, fagiani e torni. Quasi nessun animale è al sicuro.

 

Da Rinascita Rovereto parlano addirittura di “uno sterminio. Al contrario – spiegano – gli animali selvatici dovrebbero invece venire considerati come bene comune, cioè patrimonio indisponibile dello Stato, volto alla loro rigorosa tutela e a consentire a tutti i cittadini di godere a pieno la meravigliosa natura senza il timore di uscire feriti o timorosi da una passeggiata nei boschi”.

 

Quella che viene definita “l’inaccettabile e annosa devastazione della fauna selvatica anche nel nostro territorio” ha spinto il gruppo di Rinascita Rovereto a predisporre un ricorso alla Corte dei Conti di Trento per evidenziare il danno erariale che sarebbe stato procurato dalle normative poste in essere dai responsabili della Provincia, che “consentendo le stragi degli animali autoctoni procurano un depauperamento molto significativo del patrimonio faunistico. Un danno subito dall’intera comunità trentina di cui finalmente saranno chiamati a rispondere”.

 

Nel frattempo dal gruppo di Rinascita Rovereto fanno sapere per tutto il periodo di Ferragosto sarà possibile trovare i banchetti per la raccolta firme dedicata ad abrogare alcune norme vigenti in tema di caccia. Il referendum promosso dal Comitato Si Aboliamo la Caccia, promosso a livello nazionale, punta a eliminare due articoli della legge 157 del 1992 che regola tutta l’attività venatoria nazionale. I gazebo si potranno trovare in città a partire da venerdì 13 agosto in via Mazzini angolo via delle Scuole dalle 10 alle 13 e dalle 17e30 alle 19e30; sabato 14 agosto dalle 9 alle 13 in largo Vittime delle Foibe, lato scuola/fontana; domenica 15 nello stesso orario in Via Mazzini angolo via delle Scuole e il prossimo martedì 17 agosto dalle 9 alle 13 in Via Dante, angolo via Garibaldi.

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