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| 05 mar 2023 | 13:58

Secondo la Provincia in Trentino ci sono abbastanza fagiani di monte così i cacciatori possono abbatterne 400 ogni anno. Coppola: “Attività insostenibile”

La Giunta Fugatti, ogni anno, autorizza l’abbattimento del fagiano di monte (o gallo forcello) secondo Zanotelli il numero degli esemplari è sufficiente per non metterli a rischio. L’amaro commento di Coppola: “Il divertimento per i nostri cacciatori continua”

Secondo la Provincia in Trentino ci sono abbastanza fagiani di monte così i cacciatori possono abbatterne 400 ogni anno
di Tiziano Grottolo

TRENTO. In Trentino lo scorso anno la Giunta Fugatti ha autorizzato l’abbattimento di 409 maschi di fagiano di monte, altrimenti noto come gallo forcello. “La caccia a questa specie – osserva a consigliera di Europa Verde Lucia Coppola – è stata ammessa persino nelle aree protette come il Parco Adamello Brenta e il Parco Paneveggio Pale di San Martino. Eppure si tratta di un’attività che non svolge nessuna funzione di regolazione dell’ecosistema e ha pure costi ambientali altissimi”.

 

Coppola ha chiamato in causa la Provincia tramite un’interrogazione. “La caccia del fagiano di monte maschio è consentita e, seguendo le indicazioni del Piano faunistico provinciale, il Servizio faunistico predispone annualmente programmi di prelievo”, osserva l’assessora Giulia Zanotelli. Questi piani vengono poi sottoposti al parere dell’Osservatorio faunistico provinciale.

 

Il programma di abbattimento, sottolinea Zanotelli, è stato strutturato, come ogni anno, sulla base dei dati raccolti con i censimenti estivi e primaverili. Le elaborazioni effettuate hanno permesso di definire il numero di esemplari assegnato.

 

Dal canto suo Coppola chiedeva di revocare l’autorizzazione all’abbattimento di questi esemplari ma da Piazza Dante hanno risposto picche. “La specie – dice l’assessora – è oggetto di un attento monitoraggio annuale sia primaverile sia estivo. Sul territorio provinciale è presente un’ampia rete di aree di censimento, il cui monitoraggio permette di valutare lo stato della specie e agire tempestivamente se questa è a rischio”. In altre parole secondo la Provincia il numero di fagiani di monte è sufficiente per consentirne l’abbattimento.

 

Il divertimento per i nostri cacciatori continua – l’amaro commento di Coppola – braccare, sparare e infine festeggiare per aver ucciso dà al cacciatore una scarica di adrenalina che soddisfa le sue più arcaiche e ancestrali pulsioni a cui non intende certo rinunciare. Tutto questo con la complicità dell’attuale Giunta”.

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