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Trento
09 agosto | 19:20

"Via libera alla caccia in Trentino di quasi 13 mila fringuelli protetti", l’Enpa attacca la Pat: "Un regalo a pochi cacciatori pagato da tutti, ambiente e cittadini compresi"

Secondo l'Enpa, infatti, "questo omaggio ad un pugno di cacciatori, che rappresentano l’1% dei Trentini, cioè nemmeno 6.000 cacciatori su 545.000 abitanti di cui circa il 70% è contrario alla caccia causerà l’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Ue” 

Foto fringuello wikipedia ( Curzio Cavicchioli - Opera propria)
Foto fringuello wikipedia ( Curzio Cavicchioli - Opera propria)

TRENTO. Dopo la Lipu a criticare la Giunta provinciale di Trento e il via libera alla caccia dei fringuelli è anche l'Enpa. “L’orgoglio di essere una provincia autonoma buttato a mare per far contenti i cacciatori che in Trentino potranno cacciare 'in deroga', non per presunti danni all’agricoltura, ma per poter ammazzare per mero 'divertimento', 12.829 fringuelli, uccelli protetti” viene riportato in una nota.

 

Nelle scorse ore, infatti, la Pat ha fatto sapere che è stata aperta la possibilità di cacciare una specie normalmente protetta, quella del fringuello, entro limiti e condizioni particolari. In vista della stagione venatoria 2025/2026, la Giunta provinciale ha infatti approvato, su proposta dell'assessore Roberto Failoni, il prelievo in deroga del fringuello (Fringilla coelebs), nel rispetto della direttiva europea e della legge provinciale sulla caccia. (QUI L'ARTICOLO)

 

“Gli amministratori trentini sono sempre pronti a pretendere l’indipendenza delle proprie decisioni, in forza dell’autonomia speciale, quando si tratta di decretare l’uccisione di orsi e lupi, anche se in contrasto con le norme europee e nazionali, ma altrettanto pronti ad allinearsi alle altre regioni a statuto ordinario, quando si tratta di regalare ad una esigua minoranza della popolazione trentina la possibilità di ammazzare migliaia di piccoli uccelli protetti che pesano meno di 20 grammi: meno della cartuccia che li ammazza” scrive l'Enpa.

 

Il tutto, spiega l'associazione, a carico dell’ambiente e delle tasche dei cittadini: “sì, perché oltre al danno incalcolabile alla biodiversità, si rischia un pesante ammanco dalle tasche dei cittadini”.

 

Questo omaggio ad un pugno di cacciatori - che rappresentano l’1% dei Trentini, cioè nemmeno 6.000 cacciatori su 545.000 abitanti di cui circa il 70% è contrario alla caccia - “causerà l’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Ue” chiarisce l'Enpa.

 

“L’esito, come ci insegnano le altre procedure di infrazione a carico dell’Italia, è presto detto: sanzioni milionarie ma equanimi, che colpiranno tutti, anche i non cacciatori. È ora che la verità venga detta: per il 'divertimento' di pochi, anzi pochissimi, pagheranno in molti, anzi moltissimi: l’ambiente, la biodiversità, migliaia di piccoli uccelli protetti, tutti i cittadini italiani e trentini”.

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