"Danno d'immagine", consegnata la petizione delle associazioni contro la caccia al fringuello: "La deroga contraddice le politiche di promozione del Trentino"
Le associazioni Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf hanno consegnato all'assessore Roberto Failoni la petizione contro la caccia in deroga al fringuello: "Chiediamo alla Giunta provinciale un atto di prudenza istituzionale, cioè di annullare immediatamente in autotutela il provvedimento evitando prelievi irreversibili su una specie non cacciabile e prevenendo ulteriori contenziosi oltre a quello già presentato al Tar di Trento"

TRENTO. E' stata consegnata alla Provincia la petizione per chiedere la sospensione della deroga che autorizza l'abbattimento di oltre 12 mila fringuelli in Trentino. La raccolta firme è stata consegnata dalle associazione Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf nelle mani dell'assessore Roberto Failoni.
"Il Trentino ha costruito negli anni una reputazione internazionale di destinazione green: come rileva l’indagine Doxa sul turismo (Qui articolo)", commentano le associazioni. "Chi sceglie la nostra provincia lo fa per natura autentica, aria pulita e paesaggi incontaminati. Un atto come quello contestato incrina pesantemente quell’immagine e contraddice le stesse politiche di promozione territoriale: non c'è beneficio pubblico misurabile che compensi il danno reputazionale e culturale. In un colpo solo il Trentino cancella anzi 35 anni di tradizione di tutela della specie".
Oggi i fringuelli sono presenti in grandi contingenti, segno che le iniziative di tutela si sono rivelate positive. Questi numeri, ritengono le associazioni, sono comunque ampiamente insufficienti a giustificare l'uccisione di animali grandi quanto il bossolo che i cacciatori gli userebbero nell'attività di una specie non cacciabile.
"In questa scelta il Trentino non è seguito nemmeno da province confinanti come quella di Bolzano, a ulteriore dimostrazione dell'antistoricità di questo provvedimento", aggiungono le associazioni. "Le firme raccolte inoltre, superiori al numero dei cacciatori da capanno e, secondo le nostre stime, all’intero corpo dei cacciatori attivi in Provincia, indicano con chiarezza che la deroga non risponde all’interesse generale".
Nel mese di agosto la Provincia ha aperto alla possibilità di cacciare una specie normalmente protetta, quella del fringuello, entro limiti e condizioni particolari. “Il sistema di monitoraggio sarà particolarmente rigoroso: i cacciatori autorizzati dovranno registrare online, dopo ogni giornata, i capi prelevati e annotarli sul tesserino venatorio”, la nota di piazza Dante, sottolineando che la struttura provinciale “seguirà costantemente l’andamento dei prelievi e sospenderà l’attività al raggiungimento del 90% della quota assegnata” (Qui articolo).
Una decisione subito criticata dalle associazioni (Qui articolo) che si sono organizzate per una petizione: 6.500 le firme raccolte.
"Chiediamo alla Giunta provinciale un atto di prudenza istituzionale, cioè di annullare immediatamente in autotutela il provvedimento evitando prelievi irreversibili su una specie non cacciabile e prevenendo ulteriori contenziosi oltre a quello già presentato al Tar di Trento, in discussione il 25 settembre. L'opposizione non nasce da ostilità verso i cacciatori, molti dei quali certamente non aderiranno a questo scellerato provvedimento, quanto dall’amore per la natura, dal rispetto delle regole europee e dal buon senso amministrativo. Annullare la deroga è la scelta più giusta", concludono Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf.












