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Trento
16 ottobre | 09:10

Cacciatori col fuoristrada nei sentieri di montagna, Leal: "Significa aprire una porta pericolosa a un aumento dello sfruttamento e del disturbo degli habitat naturali”

L'associazione Leal si dice "preoccupata" della proposta presentata dalla consigliera provinciale Vanessa Masè della Civica e chiede "una protezione reale della montagna e del suo patrimonio faunistico, tutelando gli ecosistemi e promuovendo modalità di fruizione compatibili con la natura affinché non venga compromesso il delicato equilibrio degli habitat montani”

TRENTO. “Con questa proposta si rischia di causare gravi danni all'ambiente montano e all'intera biodiversità locale”. Esprime forte preoccupazione l'associazione Leal alla proposta presentata dalla consigliera provinciale Vanessa Masè (La Civica) in Terza Commissione della Provincia Autonoma di Trento, che intende consentire ai cacciatori il transito con veicoli a motore sui sentieri di montagna. La misura è giustificata come tutela della sicurezza di chi caccia cervi, esposto a possibili attacchi di grandi carnivori.

 

Permettere il passaggio di fuoristrada su sentieri storicamente pedonali, spiega l'associazione, “significa aprire una porta pericolosa a un aumento dello sfruttamento e del disturbo degli habitat naturali. I sentieri di montagna sono vitali corridoi ecologici, fondamentali per la fauna selvatica e la conservazione delle specie protette. L’introduzione dei veicoli motorizzati provoca erosione del terreno, degrado della vegetazione e un incremento del rumore che disorienta e stressa gli animali”.

 

L'idea contenuta nella proposta presentata dalla consigliera Masè è quella di allargare all'esercizio della caccia al cervo "una previsione che già oggi la legge contiene per il mondo venatorio". E cioè "il transito con veicoli a motore per cacciatori ed esperti accompagnatori, sulle strade di arroccamento a vasti complessi montani che rappresentano la via principale di accesso a ampie superfici sulle quali la pressione dei grandi carnivori sulla fauna selvatica è molto forte".

 

Di questo passo, spiega la Leal, “si chiede se la prossima proposta della lista 'La Civica' sarà di dotare i cacciatori anche di autisti professionisti o guardie del corpo armate” per proteggerli durante la caccia.

 

"È sorprendente – spiega il presidente Leal, Gian Marco Prampolini – che nel 2025 si presenti una proposta che, anziché proteggere ambiente e fauna, spalanchi le porte a veicoli a motore su sentieri alpini, aggravando i danni generati dalla caccia stessa. La montagna non è un parcheggio né un luogo da sfruttare per facilitare le attività venatorie a discapito della biodiversità e della sicurezza di tutte le specie che la abitano".

 

L'invito dell'associazione alle autorità provinciali è quindi quello di “respingere con decisione questa proposta, andando piuttosto nella direzione di una protezione reale della montagna e del suo patrimonio faunistico, tutelando gli ecosistemi e promuovendo modalità di fruizione compatibili con la natura affinché non venga compromesso il delicato equilibrio degli habitat montani”.

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