Contenuto sponsorizzato
Trento
15 ottobre | 11:51

"Aprire le strade forestali ai cacciatori? La peggior idea possibile per le nostre montagne, proposta assurda e pericolosa"

Le associazioni ambientaliste non usano giri di parole per esprimere la loro ferma contrarietà alla proposta della consigliera provinciale Vanessa Masè di permettere a chi caccia i cervi di transitare con veicoli a motore sui sentieri di montagna per recuperare i capi abbattuti

Aprire le strade forestali ai cacciatori?
di Redazione

TRENTO. "Si tratta della peggior idea possibile per le nostre montagne".

 

Le associazioni ambientaliste Enpa del Trentino, Legambiente Circolo di Trento, Io non ho paura del lupo, Lav Trentino, Lipu del Trentino, Wwf Trentino-Alto Adige/Südtirol, non usano giri di parole per esprimere la loro ferma contrarietà alla proposta della consigliera provinciale Vanessa Masè di aprire le strade forestali ai mezzi dei cacciatori.

 

L'idea sarebbe quella di integrare un articolo della legge provinciale sulle foreste e la protezione della natura per permettere a chi caccia i cervi di transitare con veicoli a motore sui sentieri di montagna per recuperare i capi abbattuti.

 

"Ogni anno milioni di turisti scelgono il Trentino per la sua preziosa natura, per il silenzio dei boschi, per la possibilità di camminare e vivere la montagna in pace - scrivono le associazioni -. Ora la consigliera Masè vorrebbe trasformare le strade di montagna in autostrade per fuoristrada, con rumori, gas di scarico e pericoli a ogni curva: altro che 'Respira, sei in Trentino'”.

 

"Una scelta - proseguono - che sarebbe l’ennesima pubblicità imbarazzante per l’immagine del Trentino, oltre che un rischio reale per la sicurezza di chi frequenta sentieri e strade forestali, famiglie, escursionisti, raccoglitori di funghi e chi pratica sport in montagna. Questa proposta semplicemente legittima un approccio che tradisce lo spirito autentico della caccia e della montagna, trasformando la natura in un semplice sfondo da attraversare su quattro ruote. Si tratta dell’ennesimo privilegio a favore dei cacciatori, poco più dell’1% degli abitanti della nostra Provincia, che già gode di ampi privilegi".

 

"La vera sicurezza da difendere - concludono le associazioni ambientaliste - è quella delle persone che vivono e amano la montagna, non di chi vuole percorrerla in fuoristrada per hobby. Le Associazioni trentine chiedono con forza di stralciare la proposta e di essere ascoltate in commissione consiliare: scelte di questo tipo non possono essere prese ignorando chi difende ogni giorno il territorio e il suo futuro".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 06 agosto | 20:15
Dal Trentino al Veneto, una panoramica sulla difficile situazione idrica in quota. Abbruscato: “Il problema principale legato all'utilizzo dei [...]
Cronaca
| 06 agosto | 21:21
Sono stati i tre amici che si trovavano con lui ad allertare i soccorsi: l'elicottero Falco 1 ha raggiunto le coordinate indicate e provveduto a [...]
Cronaca
| 06 agosto | 18:22
La ragazza, a una quota di circa 2.600 metri, sotto Cima di Valbona, nel gruppo del Latemar, è scivolata lungo un pendio, precipitando da un [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato