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Trento
04 settembre | 16:21

Apertura della stagione venatoria, la Lipu: "La fauna selvatica viene gestita nell'interesse dell'1% della popolazione con continui regali della Provincia"

La Lipu Trentino Alto Adige: "Purtroppo l'ingordigia continua e fa si che si spara anche a specie con popolazione in regresso o addirittura a rischio estinzione"

TRENTO. "La fauna selvatica va gestita nell'interesse della comunità e non di chi rappresenta meno dell'1% della popolazione ma tant'è". Così Sergio Merz, delegato Lipu Trentino Alto Adige, sull'apertura della stagione venatoria. "Purtroppo però l'ingordigia continua e fa si che si spara anche a specie con popolazione in regresso o addirittura a rischio estinzione".

 

Nel week end parte la stagione venatoria, il piano prevede l'abbattimento di 14 mila ungulati tra cervi, caprioli, camosci e mufloni. Il via libera alla caccia di capriolo maschio e cervo è molto atteso da quasi 6 mila cacciatori del territorio.

 

"Siamo passati dai 22 mila capi degli anni '70 ai dati attuali", le parole di Matteo Rensi, presidente dell'associazione cacciatori del Trentino. "Una crescita in 50 anni molto soddisfacente, segno che la gestione è responsabile e attenta" (Qui articolo). Numeri che testimoniano una conservazione in salute della specie e un habitat ambientale favorevole.

 

"Praticamente uno spot pubblicitario su come la caccia e i cacciatori siano importanti per la tutela ambientale e del territorio appropriandosi anche di meriti non loro come la manutenzione di prati e sentieri, forse quelli che vanno al proprio capanno, mentre si occupa della rete la Sat", dice il delegato Lipu Trentino Alto Adige. "E la maggioranza della popolazione ignora che dei 5.896 caprioli che si potranno abbattere nel 2025, 1.983 sono femmine e 1.573 sono piccolicome pure il cervo, su 4.412 capi da abbattere 1.506 sono femmine e 1409 sono piccoli".

 

Più in generale le associazioni evidenziano come a oggi la Provincia abbia deliberato norme sulle fauna selvatica in senso peggiorativo con la modifica di articoli di legge risultati da una valutazione di esperti e di portatori interesse riuniti nella cornice del Comitato faunistico, soppresso dall'assessora Giulia Zanotelli. Una scelta che avrebbe accentrato la gestione direttamente nelle mani della politica e dei cacciatori che ottengono i desiderata.

 

"Si può sparare ancora all'Allodola malgrado sia una specie a rischio, come pure il Tordo sassello in forte regresso e anche la coturnice sempre più rara", prosegue Merz."Andrebbero tolte dalle specie cacciabili anche Marzaiola, Fischione, Canapiglia, Alzavola e Beccaccino vista la scarsissima presenza in provincia. Anche la lepre bianca sempre più rara dovrebbe essere protetta, ma come si vede, invece che restringere le specie cacciabili per una maggior conservazione, si va addirittura in deroga a sparare alle specie protette come il Fringuello".

 

Con la nuova stagione venatoria, "i cacciatori grazie ai regali continui di Failoni e company avranno 20 giorni in più di caccia alla cesena, tre settimane in più di caccia alla beccaccia, fino al 15 gennaio e in pieno svernamento per le altre faunistiche, specie orso compreso. E dulcis in fundo potranno sparare ai fringuelli per scopo ricreativo, per far divertire il cacciatore, dopo 35 anni e oltre di tutela".

 

E' alta la tensione sul via libera alla caccia a 12.829 fringuelli, il via libera da piazza Dante è arrivato l'8 agosto scorso. "E qua, anche se ci dicono che il nostro è un 'no' ideologico, la loro motivazione in delibera è quella ricreativa, casca il palco del cacciatore ambientalista a cui nessuno crede o ha creduto, un clamoroso autogol: Rensi che difende questo tipo di caccia, la dice lunga anche rispetto ai suoi predecessori più attenti a queste cose e con i quali avevamo anche dei confronti interni. Dovrebbero avere il coraggio di ammettere che la caccia è solo una passione e come tale va regolamentata nell'interesse di tutta la popolazione", conclude Merz.

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