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Acini grossi e vendemmia anticipata: il caldo anomalo piace alle vigne. Bottura: ''L'uva al momento è davvero bella ma non cantiamo vittoria troppo presto''

Grazie al grande caldo, le rigogliose viti sembrano suggerire che la vendemmia verrà quest'anno anticipata di 10 giorni. Bottura: "A breve i primi acini cominceranno a invaiare". E la crisi idrica? ''Per ora non siamo preoccupati perché di acqua ne abbiamo. Negli anni abbiamo investito molto nella realizzazione di impianti a goccia o microjet che permettono di razionare l'acqua e di gestirla al meglio''

Di Sara De Pascale - 04 luglio 2022 - 17:26

SAN MICHELE ALL'ADIGE. Gli acini d’uva sono già particolarmente grossi e hanno raggiunto, anzitempo, “uno stadio fenologico avanzato – racconta a Il Dolomiti Maurizio Bottura del Dipartimento innovazione delle produzioni vegetali della Fondazione Edmund Mach - facendo così intuire che la vendemmia verrà quest’anno anticipata”. 

 

“Al momento viviamo in una delle annate, insieme a quella del 2003, 2007 e 2017, che più sta anticipando il momento della vendemmia”, racconta Bottura: “Fra pochi giorni vedremo infatti i primi acini d’uva cominciare a invaiare, soprattutto per quanto riguarda il pinot grigio”. In particolare, a accelerare crescita e maturazione di questi frutti sono stati due mesi significativamente caldi (maggio e giugno), molto favorevoli per piante mediterranee che amano elevate temperature estive e importanti escursioni termiche notturne.  

 

“Per ora non possiamo assolutamente lamentarci, anche se la stagione è ancora lunga - precisa l'esperto -. Siamo sulla buona strada, soprattutto per quanto riguarda le uve utilizzate come basi per spumanti", continua entusiasta.

 

Partite ad aprile con un ritardo nel germogliamento dovuto "alle temperature di marzo non troppo calde", le vigne trentine hanno infatti recuperato alla grande, "facendo una corsa che ha fatto loro guadagnare 10 giorni in 3 settimane, fiorendo con 8 o 10 giorni di anticipo rispetto al solito - sottolinea Bottura-: cosa mai vista prima d'ora". Un caldo anomalo quello degli ultimi tempi che per gli agricoltori "non può che risultare positivo", garantendo quest'anno non soltanto una vendemmia che si anticiperà di una decina di giorni (e che si verificherà probabilmente dal 10-12 agosto o, al più tardi, a partire dal 15-16) ma anche un raccolto più abbondante e "con grappoli ben sviluppati a livello di dimensioni", quindi anche di "qualità maggiore".  

 

Elevate temperature che se per ora promettono grandi risultati, hanno anche comportato una conseguente corsa a "cure come la scacchiatura, che è stata realizzata nel giro di 10 giorni, mentre una volta si distribuiva su 3 settimane di tempo", racconta il referente della Fondazione Edmund Mach. 

 

Dal punto di vista invece della "crisi idrica - confessa - per ora non siamo preoccupati poiché di acqua ne abbiamo. Negli anni abbiamo investito molto nella realizzazione di impianti a goccia o microjet che permettono di razionare l'acqua e di gestirla al meglio, al contrario ad esempio degli impianti presenti in pianura Padana che si affidano ancora allo scorrimento (con conseguenti sprechi)". Ingenti investimenti che "quest'anno in particolare si sono rivelati a nostro favore", aggiunge.  

 

"L'uva al momento è davvero bella ma non possiamo cantare vittoria troppo presto. Bisogna sperare che d'ora in poi (e fino a metà agosto) ci sia bel tempo e che non piova troppo (la pioggia causa per l'appunto fastidiose malattie fungine) ma soprattutto che non grandini in maniera eccessiva - conclude Bottura -. La grandine rompe infatti gli acini determinando la comparsa di processi ossidativi della componente aromatica e zuccherina dell'uva che non sono certamente positivi dal punto enologico", spiega. "Ogni tipologia di uva ha i suoi tempi: Teroldego e Cabernet, ad esempio, sono uve tardive. In generale, possiamo dire che tutte le tipologie verranno raccolte quest'anno con largo anticipo, speriamo nelle quantità e con la qualità che fino a ora le colture sembrano prometterci". 

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