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| 27 lug 2022 | 20:49

Bacino artificiale alle Viote, la proposta di Ianes: "Ampliare e ristrutturare quello di Mezavia. Preserviamo l'equilibrio di un ecosistema molto delicato"

A seguito della presentazione del progetto preliminare di Trento Funivie sul posizionamento del bacino destinato all'innevamento del Monte Bondone, l'ex consigliere comunale commenta: "Nel 2019 il bacino era stato stralciato dal Prg grazie a un mio emendamento ma qui gli interessi tornano prepotentemente, senza tutela dell’ambiente"

Bacino artificiale alle Viote, la proposta di Ianes: Ampliare e ristrutturare quello di Mezavia
di Francesca Cristoforetti

BONDONE. "Bacino artificiale alle Viote? Sul Monte Bondone esiste già un bacino a Mezavia, perché non ristrutturare quello?". E' questa la soluzione proposta da Marco Ianes, ex consigliere comunale dei Verdi, ambientalista e tecnico del settore energia. Un tema che torna a far discutere dopo che, in questi giorni, Trento Funivie che gestisce gli impianti di risalta sul Monte Bondone ha presentato il progetto preliminare di posizionamento del bacino artificiale che verrebbe utilizzato per l'innevamento di quest'area (Qui l'articolo).

 

"Il bacino torna in auge, proposto in maniera assurda e fuori tempo e luogo - aggiunge -  ricordo che nel 2019 era stato stralciato dal Prg grazie a un mio emendamento in consiglio comunale a Trento, ma qui gli interessi tornano prepotentemente, senza tutela dell’ambiente". Nel 2020 infatti era arrivata la bocciatura in commissione urbanistica del Comune di Trento, con un voto a larghissima maggioranza per bloccare la costruzione del laghetto. Ianes, inizialmente in polemica con la sua maggioranza che si era dichiarato pronto a lasciare, aveva sempre sostenuto la propria contrarietà nel dare il voto alla variante del Prg che avrebbe consentito la realizzazione del bacino idrico (Qui l'articolo).

 

"In un contesto prezioso per la biodiversità si vuole realizzare un’opera impattante a dismisura per l’equilibrio di un biotopo naturale tra i pochi ancora integri in Europa - sostiene Ianes - siamo a 1.500 metri di quota, sappiamo che la neve sotto i 2.000 metri stenta ad arrivare e qui invece si persevera a voler costruire un bacino di innevamento". 

 

Intaccando la Piana delle Viote si andrebbe perciò a "compromettere l'equilibrio di un ecosistema molto delicato". Peraltro sul Bondone già esiste in località Mezavia: "Questo bacino garantisce già acqua per l'innevamento artificiale. Nessuno vuole impedire uno sviluppo sostenibile o il giusto sviluppo delle realtà economiche sul Bondone. Tutti però dobbiamo dire sì a fermarci al deturpamento del nostro territorio". 

 

La proposta quindi potrebbe essere quella di "ampliarlo e ristrutturarlo, magari alimentando elettricamente le pompe che servono per portare l'acqua al bacino tramite un sistema fotovoltaico".

 

 

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