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Trento
26 luglio | 18:59

Bacino idrico alle Viote per l'innevamento del Bondone, il "Sì" di Campobase. Carli: "Non è un capriccio, ma si difendono gli interessi più larghi di una comunità"

Il conigliere comunale di Campobase interviene a favore del bacino alle Viote sul Bondone. Marcello Carli: "Un'opera ben progettata e ben costruita potrebbe essere, oltre che una fonte di acqua per l’innevamento, anche un elemento di arricchimento ambientale e di bellezza, utile a valorizzare un luogo"

Bacino idrico alle Viote per l'innevamento del Bondone, il "Sì" di Campobase

TRENTO. Sì al bacino idrico sulle Viote. A schierarsi a favore è Marcello Carli, consigliere comunale di Campobase. L'invaso è ritornato in cima ai desideri, anzi non è mai andato via, di Trento Funivie, mentre a essere stralciata dall'ultimo Prg era stata la localizzazione dell'opera.

 

La discussione ha ripreso forza negli scorsi giorni quando è emerso che la nuova localizzazione sarebbe stata individuata verso le Tre Cime del Bondone nella area tra la val dei Cavai e la val del Merlo. Un'opera ritenuta strategica dalla società impianti, Trento Funivie ormai da tempo chiede di poter realizzare un invaso in quota. Un 'opera tra i 150 mila e i 210 mila metri cubi per servire l'innevamento programmato per la discesa e il fondo. Questa possibilità è stata presentata nel corso di una riunione negli scorsi, un vertice informale per sondare la disponibilità a poter valutare la percorribilità di realizzare un bacino in questa nuova zona. "Una presa di visione preliminare per poter analizzare l'area e poi esprimere un parere pubblico".

 

Un'area quella delle Viote particolarmente pregiata e delicata, un biotopo e parte della Rete delle Riserve per il valore naturalistico. "La zona individuata presenterebbe ridotti rischi geologici e sembra particolarmente adatta", le parole a Il Dolomiti di Fulvio Rigotti, presidente di Trento Funivie. "Ci sarebbero degli impatti ambientali e una modifica del territorio, come per qualsiasi attività o intervento dell'essere umano. Si tratta di valutare il rapporto costi-benefici di quest'opera che andrebbe a raccogliere la risorsa idrica, sempre più preziosa, per uso pubblico. Oggi dobbiamo spingere l'acqua dalla valle e da Sopramonte per coprire dai 1.100 metri di Mezavia ai 2.090 metri di cima Palon a costi esorbitanti. Il bacino che si trova a bassa quota è scarso e limitato. Ci sarebbe un grande risparmio e un dimezzamento dei costi, solo di energia sono stati spesi 200 mila euro". La realizzazione e la manutenzione resterebbe in capo alla società impianti ma l'opera riceverebbe il finanziamento provinciale per le funzioni antincendioirrigazioneabbeveraggio animali e idropotabile". 

 

L'idea del bacino trova il parere positivo di Carli. "Da molti anni in Comune a Trento si dibatte intorno al bacino idrico alle Viote, opera necessaria per garantire l’innevamento artificiale delle piste del Monte Bondone durante i mesi invernali. L’ultima analisi di impatto ambientale ha dato al riguardo un parere negativo, in particolare a causa degli elevati costi energetici necessari al pompaggio dell’acqua dal fondovalle, visto che si teme che le piogge potranno garantirne il riempimento solo in parte. Si pone il problema della gestione invernale di un carosello di impianti sciistici che funge da elemento di forte attrazione per un turismo invernale sia locale che nazionale e internazionale. Senza dimenticare l’importantissima risorsa dello sci da fondo, che proprio alle Viote trova da moltissimi anni un anello tra i più belli del mondo".

 

L'esponente di Campobase sostiene la necessità di cambiare visuale. "Pensiamo che il tema dei bacini artificiali sia posto, secondo noi erroneamente, solo come elemento di alterazione negativa di un luogo quando, in realtà, un bacino idrico ben progettato e ben costruito potrebbe essere, oltre che una fonte di acqua per l’innevamento, anche un elemento di arricchimento ambientale e di bellezza, utile a valorizzare un luogo. E i 32 bacini idrici realizzati in Alto Adige lo dimostrano, come lo dimostrano molti bacini costruiti in Trentino, anche all’interno del parco Adamello-Brenta. L’energia per alimentare un bacino attraverso il pompaggio potrebbe essere di fonte naturale, come il fotovoltaico dotato di batterie di accumulo per l’eventuale pompaggio notturno".

 

Un'opera che permetterebbe di far compiere alla montagna, con il grande impianto dalla città, un salto in avanti. "Il Bondone da anni è stato oggetto di investimenti e di interventi pubblici, a partire dai patti territoriali di fine anni ’90. Molti alberghi e molte strutture hanno fatto importanti passi in avanti sia in termini di qualità che di diversificazione dei servizi offerti ai turisti. Non siamo più lontani dalla realizzazione dell’impianto funiviario di collegamento con la città, che muterebbe in maniera molto importante e positiva anche la stessa narrazione del Monte Bondone, in termini di marketing turistico, come la montagna di Trento. E in questo senso, la conca delle Viote è una risorsa importantissima, sia per il Comune di Trento e per il Trentino, perché è bellissima e per il suo altissimo valore ambientale. Tuttavia, difendere l’ambiente e la sua bellezza non significa necessariamente dire no ad eventuali interventi, musealizzando le situazioni; significa piuttosto discutere sul come intervenire, ricordando sempre che gli interventi, come il bacino idrico, non si fanno per capriccio, ma per difendere gli interessi più larghi di una comunità vasta e complessa, che alla bellezza dell’ambiente è fortemente legata ed intende promuoverlo anche da un punto di vista economico. A presidiare positivamente il Monte Bondone, valorizzandolo nel modo corretto e completo, non sono sufficienti gli operatori locali e la funivia: serve anche il bacino idrico", conclude Carli.

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