Bacino alle Viote per l'innevamento, l'analisi del geologo Demozzi: "Sarebbe un danno per le generazioni future. Vi è un ambiente pressoché intatto. Si crei un Geosito''
Si è tornati a parlare del bacino alle Viote per l'innevamento programmato delle piste. Ecco le zone di tutela della piana e la riflessione di Mirko Demozzi, geologo, accompagnatore di media montagna e profondo conoscitore del Bondone

TRENTO. Inserire la parte più naturalistica delle Viote nell'elenco delle "Invarianti" del Piano urbanistico provinciale, riconoscere quindi parte della piana come un Geosito. Un luogo protetto che si affiancherebbe ai siti naturalistici già presenti: la Riserva Integrale delle Tre Cime e la zona della torbiera, aumentando quindi la tutela paesaggistica e ambientale dell'area. Questa la proposta di Mirko Demozzi, geologo, accompagnatore di media montagna e profondo conoscitore del Bondone.
L'ultimo sito individuato, per il bacino, è verso le Tre Cime del Bondone nell'area tra la val dei Cavai e la val del Merlo, ma per ora è stato bocciato per la delicatezza dell'area, particolarmente pregiata e che insiste tra la torbiera (riserva naturale provinciale) e la rete delle Riserve. Non si esclude un profondo intervento a Mezavia ma in quel caso l'investimento non è considerato economico. Tra le ragioni anche la bassa quota. La piana sarebbe ideale.
"Non entro nel merito della necessità o delle caratteristiche ingegneristiche/geotecniche dell'opera, ma come geologo vorrei riflettere sul valore ambientale della piana", spiega Demozzi. "Oggi le Viote sono suddivise in due aree protette. Al centro si trova la zona umida della riserva naturale provinciale, che in realtà è un'eredità del grande lago postglaciale che diverse migliaia di anni occupava la piana e che era alimentato dal ghiacciaio delle Tre Cime. Ora è una torbiera, una bellissima zona umida. A nord invece, tra le cime del Bondone, è presente la Riserva integrale delle Tre Cime: una valle modellata dal glacialismo recente, che presenta aspetti naturalistici di grande rilevanza".
Tra queste due aree protette c'è una fascia delle Viote oggi non tutelata, ma dall'altissimo valore ambientale e paesaggistico. Un'area dalle caratteristiche particolari dal punto di vista geologico e geomorfologico: una serie di mirabili archi morenici residuo della glaciazione già individuati e studiati nei decenni scorsi; "esempio suggestivo e sconosciuto", scriveva L. Trevisan (professore di geologia) nel 1941.
Purtroppo questi spettacolari archi morenici, ultimo esempio del sistema glaciale del Bondone, sono in alcuni casi poco visibili a causa del forte impatto antropico nella porzione più settentrionale della piana, prima per il poligono di tiro militare e poi per lo sviluppo turistico-sciistico. Lo stesso Aldo Gorfer cita nei suoi scritti le morene delle Viote. Un bacino andrebbe quindi a spezzare un equilibrio fragile e delicato.
"L'area è pregiata sotto gli aspetti ambientali, paesaggistici e geologici", evidenzia Demozzi. "Nelle valutazioni di compatibilità ambientale e paesaggistica, infatti, non dobbiamo considerare solo l'opera, ma anche quello che ruota attorno alla realizzazione di un invaso: strade di accesso, passaggi di mezzi, scavi - seppur ridotti - e attività accessorie. Interventi antropici che sicuramente porterebbero un rilevante impatto su questa ristretta fascia di terreno compresa tra due aree già oggi protette e tutelate".
La morfologia glaciale e periglaciale, così come i siti di valenza geologica, per esempio, sono già oggi valorizzati all'interno del Parco naturale Adamello Brenta e le Viote dovrebbero seguire questo modello. La montagna sembra essere orientata ancora in maniera più che decisa sullo sci alpino. Anzi Trento Funivie ha rilanciato la necessità di un invaso, un'opera ritenuta strategica per ottimizzare l'innevamento delle piste, per la preparazione del piano sciabile e per ampliare potenzialmente l'offerta del demanio. Gli effetti della crisi climatica possono essere gestiti. Per questo si guarda alla piana
"Alterare le Viote sarebbe un danno per le generazioni future, un'area molto apprezzata dagli escursionisti che cercano un ambiente ancora pressoché intatto e naturale. Lì non sembra esserci spazio per un bacino, ma si dovrebbero valorizzare i punti di forza di quest'area così particolare, naturale e rilassante. Per questo inserire la zona nell'elenco delle 'Invarianti' al Pup come Geosito potrebbe essere la strada più corretta per salvaguardare la località", conclude Demozzi.













