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| 28 dic 2025 | 16:56

''La natura avverte l'uomo in Val Palot, si voleva rilanciare l'obsoleta stazione sciistica ma la priorità è la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico''

Nicoletta Fiotta e Dario Balotta entrambi portavoce di Europa Verde provincia di Brescia dopo la grossa frana che ha travolto la strada che porta in Val Palot sul territorio di Sonvico Inferiore a Pisogne commentano la proposta del consigliere regionale Diego Invernici di rilanciare la stazione sciistica

di Redazione

BRESCIA. ''Anziché pensare a mettere in sicurezza la rete stradale del territorio, che porta alle frazioni montane di Sonvico, Fraine e Palot, si pensa al “rilancio”, con tre milioni di euro dei contribuenti, della obsoleta e pericolosa stazione sciistica della Val Palot, dove peraltro non nevica più da tempo. La priorità è la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico''. Così Nicoletta Fiotta e Dario Balotta entrambi portavoce di Europa Verde provincia di Brescia dopo la grossa frana che ha travolto la strada che porta in Val Palot sul territorio di Sonvico Inferiore a Pisogne. Trenta mila metri cubi di roccia e detriti che nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 dicembre hanno abbattuto un tratto della galleria paramassi e si sono riversati sulla strada.

 

E pensare che proprio pochi giorni fa c'era chi, festante, in Regione presentava e approvava un ordine del giorno per salvare la stazione sciistica della Val Palot chiusa da un anno dopo la morte di un operaio durante la manutenzione dello skilift ma in difficoltà da tempo vista l'assenza di neve. Il consigliere pisognese Diego Invernici però ha presentato un provvedimento che punta a salvare la stazione e a valorizzare il contributo di 950mila euro già stanziato nel 2024 per ampliare la pista e costruire una nuova biglietteria. Si è parlato di 3 milioni di euro per modernizzare gli impianti, migliorarne l’efficienza energetica e rendere la stazione operativa tutto l’anno con servizi per bici e turisti anche d'estate. 

 

 

Quanto successo, però, per i portavoce di Europa Verde chiuderebbe a possibili rilanci. ''L'impianto sciistico della Val Palot, chiuso da un anno, non sarà più raggiungibile, dopo che un tratto della galleria paramassi è stato abbattuto da tonnellate di roccia cadute sulla strada - spiegano Fiotta e Ballotta -. Per fortuna non è stato coinvolto nessuno. E pensare che, proprio qualche giorno fa , un consigliere regionale si faceva vanto di portare 3 milioni di euro per riaprire l'impianto sciistico, tirando fuori dal cassetto un vecchio e costoso piano di altri tempi. Con la frana la natura ha lanciato di nuovo un pesante avvertimento all'uomo. Anziché pensare a mettere in sicurezza la rete stradale del territorio, che porta alle frazioni montane di Sonvico, Fraine e Palot, si pensa al “rilancio”, con tre milioni di euro dei contribuenti, della obsoleta e pericolosa stazione sciistica della Val Palot, dove peraltro non nevica più da tempo. Urgente invece sarebbe il ripristino dei boschi, in cui sono stati abbattuti gli abeti malati di bostrico, e il recupero delle aree abbandonate dopo l'ingresso dei grandi mezzi per il taglio del legname. La priorità è la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico''.

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