Per Alleanza Verdi Sinistra in Provincia "No" all'elicottero per trasportare neve ma per il Comune (questa volta) va bene così: "Ci sarebbe stato un danno enorme"
L'uso dell'elicottero per trasportare la neve in quota e aprire la parte alta del Bondone ha acceso le polemiche. Contraria Lucia Coppola (Alleanza Verdi Sinistra) ma per l'assessore del Comune di Trento, Alberto Pedrotti: "Si è trattato di un evento eccezionale e come tale va trattato". Netta contrarietà anche per Onda

TRENTO. "Speriamo che non si ripeta in futuro ma si tratta di un evento eccezionale e come tale va trattato". Questo il commento di Alberto Pedrotti, assessore del Comune di Trento, sull'utilizzo dell'elicottero per portare la neve in quota sul Bondone e avviare la stagione invernale nel modo migliore possibile. "La mancata apertura avrebbe causato un danno enorme".
La polemica è montata per l'uso dell'elicottero per salvare il ponte dell'Immacolata. Un centinaio di metri a causa in particolare del forte vento e dell'impossibilità di innevare artificialmente si è trovato costretto a far decollare il velivolo. Complice l'ormai tradizionale problema legato alla chiusura di Rocce Rosse in questa fase iniziale della stagione, questa situazione avrebbe portato all'apertura della stazione sciistica con una quota inferiore del 50% della skiarea con conseguenze sugli accordi commerciali e un'offerta troppo ridotta anche per i trentini.
Una decisione bocciata da 12 associazioni del territorio. "Superato il limite: un segnale gravissimo e un precedente pericoloso", l'intervento di Extinction Rebellion Trentino, Wwf Trentino Alto Adige, Circolo di Trento di Legambiente, Rete Climatica Trentina, Italia Nostra - sezione trentina, Lipu sezione di Trento, Associazione per l'Ecologia, Yaku, L'Ortazzo, Enpa del Trentino sezione di Rovereto, Acque Trentine, Mountain Wilderness Italia. "Mentre il clima cambia sotto i nostri occhi (lo zero termico ha toccato i 3.500 metri), la risposta non può essere quella di bruciare carburante per trasportare neve artificiale su una montagna che, semplicemente, in quelle condizioni non può garantire ciò che garantiva un tempo" (Qui articolo).
A intervenire per esprimere dissenso anche la consigliera provinciale Lucia Coppola (Alleanza Verdi Sinistra). "Rappresenta un evidente segnale di quanto si stia cercando di mantenere in vita un modello ormai in contrasto con le condizioni reali della montagna. In un momento in cui lo zero termico raggiunge quote mai registrate in dicembre e le temperature impediscono perfino l’utilizzo dell’innevamento programmato, ricorrere a un mezzo altamente impattante come un elicottero appare una scelta che ignora deliberatamente i limiti climatici in cui ci troviamo. È difficile parlare di sostenibilità mentre si brucia carburante per coprire artificialmente tratti di pista che, semplicemente, non sono più innevabili nelle condizioni attuali".
Un episodio che "mostra con chiarezza la distanza tra le dichiarazioni formali e le azioni concrete. Da un lato si promuovono impegni e valori legati alla tutela della montagna; dall’altro si procede con operazioni che ne contraddicono l’essenza, trasformando l’eccezionale in potenziale normalità", aggiunge Coppola. "Un approccio che rischia di legittimare l’idea che qualsiasi limite naturale possa essere aggirato purché lo richiedano le esigenze commerciali. E' necessario chiedersi come tali scelte possano conciliarsi con una strategia che si proclama orientata alla transizione ecologica. La credibilità delle politiche ambientali si misura nei fatti, non negli slogan. Continuare a forzare il territorio per mantenere un’offerta sciistica che la montagna non è più in grado di garantire significa rinviare un confronto urgente con la realtà climatica attuale. E' indispensabile fissare confini precisi all’utilizzo di mezzi ad alto impatto e avviare una riflessione seria su un modello di fruizione che oggi appare sempre più scollegato dal contesto in cui opera. La montagna non può essere trattata come un’infrastruttura da adattare a ogni costo perché è un ecosistema fragile, e come tale va rispettato".
Anche Onda con le consigliere comunali Alessia Tarter e Giulia Bortolotti chiede spiegazioni al sindaco Franco Ianeselli e degli assessori competenti. La presa di posizione è di una "netta contrarietà a questa operazione. Trasportare neve in quota con mezzi aerei ad alto impatto rappresenta il simbolo di un modello di gestione del territorio miope e insostenibile, seppur questa pratica sia una novità assoluta per il nostro comprensorio sciistico. È l'emblema di un approccio che pretende di forzare la montagna oltre i suoi limiti naturali, ignorando la realtà climatica in evoluzione e i suoi effetti tangibili, come l'assenza di neve o le temperature inadatte alla produzione artificiale".
La sfida per un territorio montano "come il nostro non è aggirare i limiti imposti dalla natura con interventi tecnologicamente invasivi, ma adattarsi ad essi con intelligenza e responsabilità, promuovendo una cultura della sostenibilità reale e del rispetto degli ecosistemi", continuano Tarter e Bortolotti. "Utilizzare un elicottero per innevare una montagna contraddice ogni dichiarazione di impegno ambientale e rappresenta un passo nella direzione sbagliata".
Una scelta - la prima volta per il Bondone - sostanzialmente costretta per Trento Funivie. "Il costo dell'elicottero per un paio di ore di volo e di trasporto neve è stato di circa 6 mila euro a fronte di un danno quantificato in oltre mezzo milione tra skipass e indotto generale di questo fine settimana, senza dimenticare che il bar in cima sarebbe rimasto chiuso", spiega Fulvio Rigotti, presidente della società impianti. "Una valutazione che non ci ha lasciato dubbi sull'opportunità di usare un mezzo da lavoro, come avviene in tantissimi altri casi per sopperire alle esigenze sulla montagna" (Qui articolo).
Una mossa che ha effettivamente portato a risolvere il problema e far partire così la stagione con numeri interessanti. "E' stata una situazione eccezionale e non c'è stata altra scelta", ancora Rigotti. "Abbiamo salvaguardato la località e il Ponte dell'Immacolata è andato molto bene con circa 1.500 primi ingressi e 15 mila passaggi".
Tirato in ballo in qualità di socio, il Comune di Trento a trazione centrosinistra avvalla la decisione di funivie. "L'utilizzo dell'elicottero è stata un'eccezione dovuta alla particolare situazione ventosa che ha visto scoprire dalla neve un breve tratto di pista, la cui mancata apertura avrebbe causato un danno enorme dal punto di vista delle prenotazioni turistiche. Si tratta di un evento eccezionale e come tale lo trattiamo, augurandoci ovviamente non si debba ripetere in futuro", conclude Pedrotti.












