“Con il bonus 110% la biodiversità urbana è in pericolo”, l'appello degli esperti: “Rischio di decimare alcune specie, anche in via d'estinzione”
Tra i pericoli ai quali vanno incontro alcune specie animali a causa di impalcature, teli di protezione e lavori nell'ambito delle attività legate al bonus 110%, si legge in una nota diffusa da esperti del settore, c'è anche quello per alcuni animali, di finire “murati vivi” dentro le cavità richiuse. Tra le soluzioni avanzate l'installazione di rifugi o nidi artificiali in sostituzione delle cavità 'perse'

TRENTO. La prospettiva di poter accedere all'agevolazione fiscale promossa dal governo per interventi di recupero e restauro della propria abitazione è un'occasione sulla quale in moltissimi hanno puntato in Italia: secondo gli esperti però, tra ponteggi che impediscono l'accesso ai siti di nidificazione e la riduzione, anche permanente, delle varie cavità presenti negli edifici, il bonus 110% potrebbe mettere “in pericolo” la biodiversità urbana. E' questo l'allarme lanciato da alcune realtà (associazione MonumentiVIvi, Gruppo piemontese studi ornitologici e associazione Ornitologi dell'Emilia Romagna) in una nota nella quale si evidenziano i rischi a cui vanno incontro diverse specie animali a causa di impalcature e lavori.
“Le nostre città – si legge infatti nel documento – ospitano nelle cavità e negli spazi esistenti fra le tegole, nei sottotetti, cornicioni e cassettoni, buona parte di quella che definiamo 'biodiversità urbana', l'insieme delle forme di vita (piante e animali) che contribuiscono al funzionamento di un vasto ecosistema urbano in cui risiede più della metà delle persone in Italia. Vivere in città con ricca biodiversità urbana, inoltre, permette ai cittadini di non perdere il contatto con la natura e di sensibilizzare le nuove generazioni”.
Secondo gli esperti poi, alcune piccole specie animali (“come pipistrelli, gechi, rondini, rondoni eccetera”) che sfruttano palazzi e manufatti per nidificare e rifugiarsi, avrebbero “un ruolo importante nell'ecosistema urbano cibandosi di insetti e invertebrati”, mentre falchi e taccole “possono contribuire al controllo delle specie problematiche come i colombi”. Le preoccupazioni delle associazioni riguardano in particolare due aspetti: se da un lato infatti la presenza di impalcature con teloni di protezione impedisce l'accesso temporaneo ai siti di nidificazione (“con disturbo o impedimento alla riproduzione nella stagione”), dall'altro gli interventi di restauro che prevedono la distruzione di nidi di rondine e balestruccio e azioni di lotta ai colombi rischiano di ridurre il numero delle cavità e degli accessi in modo permanente (“distruzione nidi e chiusura indiscriminata degli accessi alle cavità”).
Infine, si legge nella nota: “Oltre al pericolo della mancata nidificazione, si segnala anche quello di morte diretta degli animali, che in alcuni casi vengono murati vivi durante i lavori”. In poche parole, si tratta di interventi che potrebbero “decimare le colonie di queste specie, alcune delle quali in pericolo d'estinzione, che non troverebbero posti dove rifugiarsi o nidificare”. Cosa fare quindi mentre in tutta Italia i lavori per il bonus 110% continuano a ritmi frenetici?
“Raccomandiamo a proprietari, progettisti e responsabili di cantiere – scrivono le associazioni – di prestare attenzione agli interventi e consultare gli esperti o i gruppi locali, per avere accesso alle possibili soluzioni da mettere in pratica per escludere selettivamente i colombi senza impedire l'accesso alle specie minacciate (ad esempio tramite riduzioni calibrate dei fori di accesso) e per installare rifugi o nidi artificiali come batbox o cassette nido in sostituzione delle cavità perse, garantendo anche cassette nido provvisorie sui ponteggi durante i lavori, quando questi avvengono durante la stagione riproduttiva”. Qui è possibile visionare il volantino realizzato dalle varie associazioni per fornire alcune informazioni utili.


















