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"A rischio l'habitat di pesci e volatili", sul Garda spiagge artificiali e pressione del turismo fanno sparire i canneti: l'allarme del Wwf

Dai laghi trasformati per usi turistici alle sponde dei fiumi che diventano canali di acqua a causa di opere realizzate con metodi vetusti. A farne le spese è l'intero ecosistema.  “In Trentino – spiega il Wwf – purtroppo c'è una generale tendenza di vedere le sponde come degli spazi che sono transitabili per la fruizione turistica ma da tutto questi volatili, pesci e in qualche caso anfibi ne sono danneggiati"

Di Giuseppe Fin - 20 giugno 2022 - 13:13

TRENTO. Dalla scomparsa dei canneti, luoghi fondamentali per la riproduzione dei pesci alla creazione di spiagge artificiali. Ci sono poi fiumi devastati e trasformati in veri e propri canali, aree protette sempre più minacciate e tanto altro. E' un Trentino che non ti aspetti quello che si è visto nell'ultimo decennio e sul quale le associazioni ambientaliste hanno più volte lanciato l'allarme.

 

Se da un lato il turismo rappresenta una percentuale sostanziosa per il Pil di questo territorio dall'altro le ombre che questo ha provocato sull'ecosistema trentino non sono poche. Ne è un esempio il lago di Garda. Indipendentemente dalla spanda, le devastazioni artificiali sono ben visibili e anche i loro effetti.

Canneti e zone umide rappresentano ecosistemi importantissimi e costituiscono habitat fondamentali per tantissime specie di pesci, anfibi e uccelli acquatici, molti dei quali si fermano in questi spazi durante le migrazioni. Purtroppo, però, ad oggi sono consumate dalla pressione antropica e dal riscaldamento globale con pesanti ripercussioni sulla biodiversità.

 

“E' una situazione difficile da monitorare” ci spiega Alberto Rania, storico pescatore del Lago di Garda che nelle scorse settimane, assieme ad altri, ha portato avanti per il secondo anno gli sforzi per cercare di reintrodurre, grazie all'aiuto dell'Unione Pescatori Sportivi del Garda, nel lago l'alborella, un piccolo pesce molto importante per la biodiversità. I volontari dell'associazione Amici della Tirlindana Garda Trentino, con l'aiuto della Sezione Forestale di Riva del Garda hanno messo in acqua la gabbia che accoglierà migliaia di uova di alborella. Dopo pochi giorni si schiuderanno e gli avannotti inizieranno la loro avventura nel grande lago.

“Purtroppo uno dei problemi sono gli effetti del turismo – spiega Rania – e di come questo ha portato alla creazione di tante spiagge artificiali, la scomparsa di canneti che sono habitat fondamentali per i pesci”.

 

A parole tutti vogliono salvaguardare questo preziosa risorsa, in pratica negli ultimi decenni sono in pochi quelli che hanno cercato di fare qualcosa per invertire questa tendenza negativa. “Purtroppo – spiega Aaron Iemma presidente del Wwf del Trentinol'artificializzazione delle sponde per usi turistici si scontra con la necessità dei pesci di avere zone di frega che sono ambiti un po' sassosi dove possono deporre le uova. Le due esigenze difficilmente coesistono”.

 

Nel corso degli anni, purtroppo, si è assistito alla scomparsa di queste zone trasformate per esigenze turistiche. Un uso che dovrebbe venir meno o essere limitato nei tempi che però quasi mai corrispondo a quelli della riproduzione. “In Trentino – spiega il Wwf – purtroppo c'è una generale tendenza di vedere le sponde come degli spazi che sono transitabili per la fruizione turistica ma da tutte questi situazioni volatili, pesci e in qualche caso anfibi ne sono danneggiati. Gran parte di queste zone sono protette ed è oggi fondamentale, ancora più di un tempo visti i cambiamenti climatici, difendere la biodiversità e difendere queste aree da un turismo sempre più pervasivo e concentrato in pochi posti”.

Da qui anche il conflitto, che non è il solo, tanto nel corso degli anni con le aree protette che non riescono più a svolgere la loro funzione e un turismo sempre più impattante. “Queste dinamiche – spiega Aaron Iemma – hanno effetti simili, ma che derivano da motivi diversi, anche sui fiumi. E' un grande classico parlare dei Bacini montani che in qualche caso riescono ad effettuare interventi di rinaturazione con effetti positivi ma in altri di sicurezza idraulica usano modi vetusti. Ci troviamo sponde diventate artificiali  con massi ciclopici, barriere e fiumi che diventano dei canali a tutti gli effetti. Anche in questo ambito c'è un grosso problema e basterebbe prendere d'esempio i vicini altoatesini”.

 

In questi anni a fare ben poco sono state anche le istituzioni. “Dalla politica sono arrivati ben pochi interventi – spiega il Wwf - i finanziamenti dedicati al comparto sono veramente pochi e lo stesso per quanto riguarda il numero delle persone che lavorano nell'ambito della conservazione e che si occupano di gestire le aree protette. Le risorse sono davvero risibili, purtroppo siamo ben lontani dal Trentino di qualche decennio fa”.

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