“Una delle più importanti arene di canto del gallo cedrone rischia di sparire”: il Parco del Paneveggio pagherà per salvare il bosco
Le foreste del Parco del Paneveggio sono minacciate dalle ditte del legno, il biologo faunista Luca Rotelli: “In Trentino negli ultimi trent’anni sono andate perse il 50% delle arene di canto del gallo cedrone”. Forse però c’è una soluzione

PRIMIERO SAN MARTINO DI CASTROZZA. “In Trentino negli ultimi trent’anni sono andate perse il 50% delle arene di canto del gallo cedrone”, questo l’allarme lanciato dal biologo faunista Luca Rotelli, da tempo impegnato nella ricerca, conservazione e gestione dei tetraonidi sulle Alpi. È lo stesso Rotelli a puntare il dito contro i nuovi lavori forestali previsti anche all’interno del Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino “dove esiste una delle più importanti arene di canto del gallo cedrone”.
In località Pian del Termen, sulla destra orografica valle del Cismon, ci sono diverse piante che sono state colpite dal bostrico, un lascito della tempesta Vaia, e la Provincia ha dato il via libera per la loro rimozione. Il problema è che se questi lavori dovessero essere completati sparirebbe un’importantissima area riproduttiva del gallo cedrone. A quanto pare questa zona non riesce a trovare pace visto che a più riprese, dal 2020, è stata interessata da lavori forestali. Negli anni scorsi si era persino iniziato a realizzare una strada camionabile che avrebbe devastato l’arena di canto e solo grazie all’opposizione dell’ente parco, delle associazioni e dello stesso Rotelli si riuscì a bloccare l’opera in extremis.
“Questa specie e il suo habitat – fa notare il biologo – sono protetti da precise norme e nel periodo della nidificazione del gallo cedrone non si dovrebbero effettuare lavori forestali all’interno delle arene di canto”. L’area interessata dal taglio delle piante (in parte all’interno del parco naturale) sarebbe di circa 9 ettari: “Il punto è che l’abbattimento delle piante colpite dal bostrico ormai non serve a contenere l’epidemia, quando gli alberi diventano rossi significa che sono già morti e il parassita è già volato lontano”.
Al contrario l’abbattimento di queste piante (benché colpite dal bostrico) comprometterebbe l’habitat del gallo cedrone che è già stato danneggiato dalla tempesta Vaia. “Se si procederà con i tagli – avverte Rotelli – crescerebbe una nuova vegetazione del tutto inospitale per la specie, non si può gestire il bosco pensando esclusivamente agli aspetti economici”. Da qui l’appello per fermare immediatamente i lavori forestali: “Fra le tante ditte che in questi anni hanno supportato la piantumazione di nuove fareste per il post-Vaia non capisco come mai non ci siano aziende che vogliano legare il proprio nome a uno dei volatili più belli delle Alpi. Dov’è presente il gallo cedrone il bosco è sicuramente più ricco”.
Eppure all’orizzonte sembrerebbe profilarsi una soluzione. “L’ente che presiedo è stato informato quando gli accordi con le imprese erano già stati firmati”, afferma Vittorio Ducoli, direttore del Parco Paneveggio-Pale di San Martino. “Ora però stiamo perfezionando un accordo con il Comune per salvaguardare l’arena di canto e le aree circostanti preservando la struttura del bosco dai tagli indiscriminati”. Il Parco, di tasca propria, indennizzerà l’amministrazione comunale di Primiero San Martino di Castrozza per i mancati introiti legati alla vendita del legname. “Abbiamo raggiunto un accordo tecnico con il Comune – dichiara Ducoli – stiamo limando i dettagli economici per delle cifre nell’ordine di qualche migliaio di euro”.
Rotelli però rimane scettico e parla di un risultato positivo a metà: “La salvaguardia delle piante bostricate presenti nell’arena non sarà sufficiente a garantire la tutela della specie se allo stesso modo non verranno protette le piante che si trovano nella fascia sottostante, il rischio altrimenti è quello di sperperare dei fondi pubblici senza ottenere i risultati sperati”.














