Contenuto sponsorizzato

La Sat contro la strada che minaccia l’habitat del gallo cedrone: “Pianificazione miope, rivedere l’approccio al post-Vaia”

Le ruspe minacciato di distruggere l’habitat del gallo cedrone, la Sat: “Una progettazione d’urgenza, volta a massimizzare la resa, incurante degli elevati impatti che questa avrebbe su specie autoctone di rilievo e sugli habitat interessati”

A sx, Gallo cedrone, David Palmer (Wikipedia). A destra mezzi in azione per recuperare legname
Di Tiziano Grottolo - 13 maggio 2020 - 11:37

TRENTO. Il lockdown provocato dal coronavirus ha rallentato quella che per il Trentino rappresenta un’altra emergenza: il recupero del legname schiantato dalla tempesta Vaia, a causa delle restrizioni imposte dal coronavirus però solo le aziende trentine hanno potuto continuare a lavorare. Eppure, gli alberi abbattuti devono essere recuperati prima che marciscano e per questo erano stati adottati una serie di provvedimenti per consentire alle ditte di operare in deroga ad alcune norme, garantendo maggior flessibilità. Ma quando a farne le spese è lo stesso ambiente che si vorrebbe proteggere allora è il caso di fermarsi a riflettere, questo in sostanza quello che chiede la Società degli alpinisti trentini agli amministratori del territorio, sia provinciali che locali.

 

La vicenda è nota ed ha già ottenuto un’eco nazionale (QUI articolo), grazie alle deroghe le ruspe sono entrate in azione in un’area protetta del Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino, sul versante boscoso sulla destra orografica della Val Cismon, tra Fiera e San Martino di Castrozza, si sta realizzando una strada camionabile per agevolare il passaggio di alcuni mezzi pesanti che stanno operando in zona. Il problema è che la costruzione di questa strada cancellerebbe un’importante arena di canto del gallo cedrone. “L’ennesima strada forestale progettata e realizzata con l’urgenza dettata dal post-Vaia, dalla necessità di prelevare dal bosco quanto più legname e quanto più in fretta possibile, per salvare la produzione e prevenire possibili pullulazioni di bostrico”, punta il dito la Sat.

 

“Una progettazione d’urgenza – proseguono gli alpinisti trentini – volta a massimizzare la resa ma senza alcuna ulteriore riflessione sugli altri valori e sulle funzioni dell’arena di canto stessa, incurante degli elevati impatti che questa avrebbe su specie autoctone di rilievo e sugli habitat interessati”. Come se non bastasse, per rispondere a un’esigenza del tutto momentanea, si danneggia una Zona Speciale di Conservazione all’interno della quale sono stati compiuti notevoli sforzi e investimenti per la conservazione della specie.

 

La Sat si domanda come sia possibile che la Pat, antesignana della selvicoltura naturalistica, della multifunzionalità di un bosco sempre più parte integrante dell’esperienza di eco-vacanza in Trentino, “si dimostri così miope da valutare e considerare il bosco come superficie esclusivamente produttiva, non curandosi affatto delle aree protette, della tutela della biodiversità, dei servizi ecosistemici, delle normative nazionali e delle direttive europee, vigenti in materia di protezione e conservazione ambientale”.

 

Pertanto l’associazione ha voluto rivolgere un appello agli amministratori locali e provinciali, affinché “l’approccio meramente economico-produttivo con il quale è stato affrontato il post-Vaia”, venga rivisto. Facendo prevalere il valore ecologico, dando la giusta importanza alla conservazione faunistica e ambientale: “Purtroppo – osserva la Sat – sembra invece si sia persa l’ennesima occasione per avviare quel cambiamento che, da più parti della società, anche alla luce degli attuali accadimenti, è sentito come impellente. In questo contesto, almeno le aree protette dovrebbero essere maggiormente sostenute e incoraggiate. Ci auguriamo – concludono gli alpinisti – che anche queste nostre considerazioni contribuiscano ad una doverosa riflessione da parte di chi può ancora fermare la realizzazione dell'opera”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 17 aprile 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
19 aprile - 09:45
Sono 1.367 le persone attualmente contagiate in Trentino. Sono 21 i territori con 1 persona attualmente positiva. Registrate 130 guarigioni dal [...]
Cronaca
19 aprile - 11:07
Per oltre 20 anni aveva portato avanti il reparto di ginecologia di Cles. Negli ultimi tempi, a causa delle sue condizioni di salute, era stato [...]
Società
18 aprile - 19:54
Messo sotto la lente regionale del Trentino Alto Adige, il paradigma nazionale italiano mostra tutte le sue crepe. Il processo di costruzione [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato