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| 06 ago 2023 | 14:01

La costruzione di un capannone industriale rischia di distruggere l'ultimo bosco ripariale di Bressanone. Ambientalisti: "Fermiamo il progetto. Habitat unico"

WWF, Team Auwald, Artenschutzzentrum St. Georgen e Iniziativa per una Bressanone vivibile, rinnovano l'appello per salvare l'ultimo bosco ripariale di Bressanone: "Bisogna assolutamente proteggere la poca natura esistente nel fondovalle e ripristinare quella perduta"

La costruzione di un capannone industriale rischia di distruggere l'ultimo bosco ripariale di Bressanone
di Redazione

BRESSANONE. Le associazioni ambientaliste Wwf, Team Auwald, Atenschutzzentrum St. Georgen e Iniziativa per una Bressanone vivibile lanciano un appello in difesa dell’ultimo bosco repariale di Bressanone.

 

“È dell’ultima settimana la notizia dell'accordo tra l'azienda Progress, che a Bressanone è specializzata in strutture in cemento, e la locale associazione ambientalista Hyla – scrivono -. La collaborazione tra l’impresa e l'associazione prevede l'ampliamento del biotopo Prà di Millan sui terreni acquistati dall'azienda Progress, che in cambio chiede di poter costruire un capannone industriale sul terreno che ospita l'ultimo bosco ripariale nella conca di Bressanone”.

 

Nulla da dire sull’ampliamento del biotopo, approvato dalle associazioni, che però chiedono di rivedere la costruzione del capannone industriale. “Il bosco ripariale è un habitat unico, con una elevata biodiversità, costituito da alberi ad alto fusto ricchi di cavità naturali, in cui si riproducono numerose specie di uccelli”, spiegano.

 

Stando a quanto riportato dalle associazioni, infatti, “sulla sommità degli abeti ogni anno nidificano dalle 9 alle 13 coppie di airone cenerino (Ardea cinerea). 64 sono le specie di uccelli osservate in quest’area, di cui 29 risultate nidificanti e 7 inserite nella Lista rossa degli animali in pericolo. 7 sono le specie di Chirotteri ("pipistrelli") rilevate nel bosco. I Rettili osservati appartengono a 3 diverse specie che sono inserite nell'Allegato IV della Direttiva 92/43 CEE (specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa). Innumerevoli sono anche gli insetti, tra questi coleotteri, farfalle, api selvatiche e bombi. Le specie vegetali registrate nel bosco sono 66, alcune di esse sono inserite nell'elenco delle "Piante protette" dalla Ripartizione Natura e Paesaggio della Provincia Autonoma di Bolzano”.

 

“Nel corso degli anni il bosco ripariale di Bressanone si è rivelato un ecosistema complesso, con alberi caduti, che offrono un micro habitat favorevole alla vita di funghi, licheni e particolari insetti che vivono e si nutrono di legno morto. Gli insetti che vivono nei tronchi degli alberi sono il nutrimento degli uccelli insettivori, tra i quali il rarissimo picchio rosso minore (Dryobates minor).

L'area è anche un "polmone verde" all'interno della zona industriale e di un fondovalle che sempre più spesso viene riconvertito alle esigenze umane, con l'utilizzo di cemento e asfalto”, concludono le associazioni di tutela della natura, chiedendo che il bosco venga protetto.

 

A supporto della propria richiesta, Wwf, Team Auwald, Atenschutzzentrum St. Georgen e Iniziativa per una Bressanone vivibile citano due articoli della Costituzione: l’art. 9 “Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni”, e l’art. 41 dice che "l'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute, all'ambiente".

 

“La distruzione del bosco – spiegano - sarebbe inoltre in contrasto con la “Legge sul ripristino della Natura” (Nature Restoration Law) recentemente approvata dal Parlamento Europeo, che mira al ripristino della biodiversità e al recupero delle aree naturali gravemente compromesse. La normativa, prima al mondo per questa tematica, obbliga gli Stati membri a ripristinare entro il 2030 il 20% delle aree terrestri e marittime e il 15% dei fiumi. Il principio di questa legge è che proteggere la natura esistente è fondamentale, ma allo stesso tempo non più sufficiente: bisogna ripristinare quella andata perduta”.

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