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| 03 giu 2022 | 18:44

Crossodromo di Coredo, Italia Nostra: "Venga riconvertito. Obbligo morale rispettare l’ambiente e la quiete pubblica". Moto Club: "Limitati a 2 giorni di utilizzo della pista"

L'amministrazione comunale di Predaia ha deliberato sulla riduzione delle giornate per l'utilizzo della pista, da 5 a 2. Il presidente del Moto Club: "Nessun inquinamento acustico. Per noi è come dire 'chiudiamo'". Italia Nostra: "La popolazione deve essere tutelata. Logica la contrarietà dei frequentatori dei luoghi sacri nei dintorni, i pellegrinaggi richiedono tranquillità e silenzio"

Crossodromo di Coredo, Italia Nostra: Venga riconvertito
Foto tratta da Fb Motoclub Cles Valli del Noce
di Francesca Cristoforetti

PREDAIA. "Si riconverta il crossodromo di Coredo. Rilanciamo il tema dell'incongruenza della presenza di tale impianto, fonte di inquinamento acustico, in una zona del Trentino vocata alla frutticoltura e al turismo". Questa volta è la sezione trentina di Italia Nostra (Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione) a esprimere la propria contrarietà sulla pista da motocross, nel cuore della Val di Non. 

 

Torna a far discutere il famoso crossodromo che già in passato era stato al centro di diverse polemiche. Soltanto la scorsa settimana l'amministrazione comunale di Predaia ha deliberato sulla riduzione delle giornate per l'utilizzo della pista, per "ricondurre le modalità di gestione dell’impianto nei limiti delle prescrizioni contenute nella Valutazione previsionale di impatto acustico, - prosegue l'associazione - per cui era previsto che l’attività doveva svolgersi 2 giorni alla settimana, ipotizzando per il futuro una riconversione del crossodromo in una struttura 'green' per moto elettriche o bici".

 

Un presa di posizione che però rappresenta soltanto "il minimo intervento necessario", secondo Italia Nostra, che invece vorrebbe che l'opera fosse indirizzata ad altri scopi: "Sarebbe opportuno rivedere immediatamente le modalità di utilizzo escludendo già da subito l’impattante azione dei motori, a cui è già riservata una adeguata e funzionante struttura, che ospita competizioni anche internazionali, nella zona di Pietramurata".

 

Su questo punto però risponde il Moto Club Cles Valli del Noce, a cui dal 2018 è stata data in gestione la pista per una durata di dieci anni: "Quando hanno aperto l’impianto sono state fatte le prove fonometriche con esito positivo, - spiega il presidente Aldo Avi - altrimenti non avremmo potuto utilizzarlo. Non c’è nessun inquinamento acustico e anzi, si provi a chiedere agli abitanti del rumore dei trattori che girano di notte nei centri abitati quando vanno in campagna".

 

Va sottolineato però che già nel 2019 c'era stata prima una raccolta firme, poi era nato un comitato per dire ''no'' all'opera, oltre alle molte segnalazioni anche tramite il servizio online del comune (Sensorcivico).

 

"Inizialmente - ribatte Avi, - secondo lo statuto, potevamo aprire 5 giorni a settimana, sabato e domenica compresi. Poco tempo fa per venire incontro all'amministrazione comunale abbiamo ridotto a tre giorni, di cui sabato e domenica e garantendo la chiusura della pista alle ricorrenze religiose della zona". 

 

Una settimana fa la nuova delibera: "Ora di punto in bianco - prosegue Avi - hanno deciso di limitarci al giovedì e al venerdì: per noi è come dire 'chiudiamo'".

 

Dal 2019 l'attività del crossodromo si è fermata: "Nel 2019 ci sono state soltanto due gare. La terza è stata bloccata per problemi di irrigazione della pista. Senza acqua non si poteva bagnare l'asfalto dalla polvere. Da lì hanno chiuso i cancelli fino a gennaio 2022, quando siamo ripartiti. Avevamo in programma molte attività, noi vogliamo andare avanti".

 

Italia Nostra risponde però, che "la popolazione deve essere tutelata, anche sotto l’aspetto della quiete dei luoghi di abitazione e di vita. Ed è logica la contrarietà dei frequentatori dei luoghi sacri della Basilica dei SS. Martiri e del Santuario di San Romedio. Sono questi due luoghi di culto molto particolari, mèta storica di pellegrini che arrivano in considerevole numero da tutto il territorio nazionale e dall’area transalpina. I pellegrinaggi richiedono tranquillitàsilenzio". 

 

La convivenza di queste due realtà sembrerebbe ancora difficile da coniugare. "La sensibilità sociale e collettiva è cambiata, - conclude l'associazione - l’attenzione verso la tutela dell’ambiente è più forte e anche la relativa normativa si è evoluta. Ora è obbligo morale portare in primo piano la richiesta di rispetto dell’ambiente". 

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