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| 16 dic 2022 | 15:57

Dagli ''allarmi'' immotivati per il passaggio di un lupo a Grigno alla protesta degli animalisti: ''Giù le mani. Sono animali sacri''

Negli scorsi giorni ha fatto discutere il video di un lupo che passa per le vie del paese della Valsugana senza fare niente di male. Subito però è partito il tam tam mediatico con il sindaco che si è addirittura detto ''preoccupato''. Oggi è apparso uno striscione in paese

Dagli allarmi'' immotivati per il passaggio di un lupo a Grigno alla protesta degli animalisti: Giù le mani

GRIGNO. ''Allarme a Grigno'' ha titolato qualche quotidiano per dare la notizia che un lupo è passato per le vie del paese della Valsugana. Il sindaco di Grigno avrebbe anche detto che ''siamo preoccupati''. Di fatto il lupo ripreso qualche giorno fa non ha fatto nulla né per creare allarme né per far preoccupare qualcuno. Si è limitato a quel passaggio veloce senza dare fastidio a nessuno, spostandosi rapido e furtivo per poi tornare nei boschi. Un comportamento normale come spieghiamo in questo approfondimento.

 

 

 

 

Il tam tam mediatico, però, come, purtroppo quasi sempre avviene, ha spinto sugli aspetti negativi dell'evento (che tra l'altro non esistono visto che non è successo nulla) soffiando su ataviche paure e creando quell'effetto terrorismo dalla facile presa sui cittadini.

 

Oggi a Grigno, di contro, è spuntato uno striscione posizionato dai militanti di ''Cento per cento animalisti'' che recita: ''Giù le mani dai lupi! Animali sacri!''. Lo striscione è stato affisso sulla stazione dei treni e questa è la spiegazione del gesto. ''A Grigno un lupo è passato tra le case. Non ha dato fastidio a nessuno, ma la cosa grave è che è stato ripreso in un video: e sappiamo che solo quel che compare nei media è vero. Tanto che un assessore  lancia  un grido di allarme, ripetuto subito dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti, notoriamente amico dei cacciatori. Rincara la dose, citando altri due avvistamenti recenti di lupi nella regione. Ora, che in un territorio montuoso e con una buona superficie boschiva (più o meno artificiale) vivano Animali liberi, non dovrebbe  sembrar cosa strana''.

 

''Dice Fugatti - proseguono - che nel Trentino sono censiti 120 lupi. Quello che lui e gli altri allarmisti omettono sempre di dire, è che con tutti questi lupi non c'è mai stato un episodio di aggressione  agli umani. Anzi, a memoria d'uomo non si conoscono aggressioni del genere in tutta Italia. Al contrario, gli "incidenti" legati alla caccia hanno provocato e provocano decine di morti e feriti. Per chi va nei boschi, il pericolo è il cacciatore, non il lupo. Altro elemento da considerare: Fugatti e soci  lamentano il numero eccessivo di cervi, caprioli, cinghiali; e dimenticano che il lupo è il selettore naturale degli ungulati, che ne mantiene la popolazione entro limiti fisiologici. Ma questi amministratori nemici della natura preferiscono affidare i ruolo di predatore ai cacciatori: il lupo, si sa, non vota''.

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