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"Non esiste alcuna emergenza lupi in Alpago", l'appello: "Le Istituzioni dialoghino con gli esperti e comincino a informare: servono cultura e conoscenza"

L'associazione "Io non ho paura del lupo" sulla situazione in Alpago: "Le paure dei cittadini, alimentate dalla disinformazione, appaiono ingiustificate e sovradimensionate, poiché ad oggi il lupo non rappresenta una minaccia diretta per la sicurezza delle persone. Gli avvistamenti occasionali in ambiente naturale così come gli avvistamenti nei pressi dei piccoli centri abitati dell'Alpago, non devono destare eccessive preoccupazioni"

Foto di Stefano Manfredini
Di S.D.P. - 05 dicembre 2023 - 17:56

TRENTO. "Non esiste nessuna emergenza lupi in Alpago". Esordiscono così i referenti dell'associazione Io non ho paura del lupo in un comunicato stampa elaborato in seguito agli innumerevoli articoli di giornale apparsi di recente, nei quali emerge la preoccupazione di sindaci e cittadini in merito alla presenza di grandi carnivori nei pressi degli abitati (tanto da invitare le persone a "non uscire di casa" ndr). 

 

L'associazione, da anni impegnata anche in Veneto per favorire la conservazione del lupo e la sua coesistenza con le attività umane, ha tenuto a prendere posizione in merito alle notizie raccontate dalla stampa, articoli nei quali si parlerebbe addirittura d'una vera e propria 'emergenza lupi' in Alpago: "Non esiste alcuna “emergenza lupo” in Alpago - si legge nella nota di Io non ho paura del lupo - esiste piuttosto l'esigenza di informare con equilibrio e solidità scientifica amministratori, cittadini e allevatori sul ritorno naturale di questo affascinante e controverso predatore". 

 

"A seguito dell’avviso emanato da alcuni sindaci dell’Alpago che invitano i residenti a non uscire a causa della "presenza di lupi" riteniamo urgente l’avvio di un percorso condiviso utile alla conoscenza dei grandi carnivori, che metta da parte paure immotivate e proclami ideologici e che veda in prima linea esperti e professionisti accanto alle istituzioni, con l’obiettivo di creare cultura e conoscenza sul lupo tra gli abitanti dell’Alpago". I referenti dell'associazione proseguono nella riflessione specificando che in tale zona il lupo "è presente in maniera stabile almeno dal 2020". 

 

"Questi animali occupano territori molto ampi e si muovono su vaste aree. Quello che sta accadendo è un fenomeno del tutto naturale che avviene da oltre 50 anni nel resto dell’Italia e da circa 30 anni sulle Alpi: i lupi occupano nuovi territori espandendosi naturalmente". Ogni singolo branco utilizza aree molto vaste, "ampie anche centinaia di chilometri quadrati, dove non tollera la presenza di lupi estranei al proprio nucleo familiare: non esiste quindi alcun 'sovrannumero', il lupo è il miglior regolatore di se stesso". 

 

Per quanto riguarda in particolare l'Alpago, "grazie al suo importante ruolo ecologico, il lupo ridurrà sensibilmente i danni creati dal sovrannumero di ungulati, causati proprio da decenni di mancanza di predatori al vertice della catena alimentare - proseguono i referenti dell'associazione -. Le paure dei cittadini, alimentate dalla continua disinformazione sul tema e da proclami di dubbia efficacia appaiono quindi ingiustificate e sovradimensionate, poiché ad oggi il lupo non rappresenta una minaccia diretta per la sicurezza delle persone. Gli avvistamenti occasionali di lupi in ambiente naturale così come gli avvistamenti nei pressi dei piccoli centri abitati dell’Alpago, contornati da boschi e prati e dove vivono in abbondanza anche le prede del lupo come cervi e caprioli, non devono destare eccessive preoccupazioni per la sicurezza". 

 

In caso di incontri, è necessario per i cittadini "affrontarli con la stessa attenzione che va riservata a qualsiasi animale selvatico senza cadere in preoccupazioni ingiustificate, lasciando agli esperti eventuali valutazioni su quei rari casi di lupi 'confidenti' rispetto ai quali è necessario l’intervento immediato delle Istituzioni". Comportamenti che spesso vengono messi in essere a causa dell'assenza di regole e indicazioni che andrebbero in primis date ai cittadini, che si ritrovano a compiere azioni (che andrebbero evitate) come abbandonare scarti alimentari o lasciare i propri cani incustoditi. 

 

Lo stesso vale discorso anche per gli animali d'allevamento: "Dopo oltre 3 anni dall’arrivo del lupo non possono essere gestiti come se questo non esistesse. I piccoli allevatori, così come gli hobbisti vanno incentivati e sostenuti nel mettere in atto misure preventive, necessarie a mantenere al sicuro i propri animali. Non è tollerabile invocare l’eliminazione del lupo quando si continua a tenere i propri animali incustoditi anche dopo aver subito le prime predazioni. Come dimostrato da diversi studi e ricerche la rimozione di lupi non è efficace per ridurre sul lungo e medio termine l’impatto sulle attività zootecniche. La prevenzione del danno rimane la migliore arma contro le predazioni da lupo". 

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