Il lupo confidente della Val di Fassa? Gli alpaca (mal custoditi) nemmeno li guarda mentre è attirato dalla spazzatura: "Se dovesse tornare andrà catturato"
A catturare il passaggio dell'esemplare (da tempo) confidente, un video diventato nel giro di poco virale sui social, scatenando non poco allarmismo, ma "come si vede chiaramente dalle immagini, il lupo prosegue facendosi i fatti propri, anche quando si ritrova in prossimità di animali da reddito non custoditi correttamente". L'animale è stato allontanato dalla zona dai forestali, che gli hanno sparato proiettili di gomma: un intervento di dissuasione andato a buon fine

SAN GIOVANNI DI FASSA. Il lupo confidente della Val di Fassa torna in paese. E' stato avvistato nella giornata di ieri, 26 marzo, a più riprese nella zona di Pera di Fassa, mentre passeggiava lungo le vie del centro abitato e in prossimità della ciclabile, non lontano da alcuni alpaca, 'custoditi' senza recinzione adeguata.
A catturare il passaggio dell'esemplare, un video diventato nel giro di poco virale sui social, scatenando non poco allarmismo: "Il suo comportamento fa pensare che non si tratti di un esemplare aggressivo - commenta a Il Dolomiti Paolo Scarian, ex amministratore della pagina Facebook "Fiemme e Fassa il ritorno del lupo" e appassionato della specie -. Come si vede chiaramente dalle immagini, il lupo prosegue facendosi i fatti propri, anche quando si ritrova in prossimità di animali da reddito non custoditi correttamente".
Ad attirare l'attenzione dell'esemplare sembrerebbero essere piuttosto stati i cassonetti dell'immondizia, come si evince da un secondo video (FOTO DI COPERTINA) condiviso su Facebook. Fatto che non fa altro che confermare che quel lupo è ormai abituato a trovare cibo facile, come quello abbandonato a bordo strada, "tanto comodo da non dover nemmeno attaccare degli animali".
Probabilmente a causa della pancia già piena "o del fatto che, essendo confidente, punti ormai in buona parte sulla spazzatura, l'esemplare infatti non ha (minimamente) mostrato la volontà di attaccare gli alpaca incontrati lungo il percorso - fa notare Scarian, tesi confermata anche da un esperto di conservazioni della fauna e monitoraggio proattivo -. Cosa che sarebbe potuta tranquillamente succedere visto e considerato che si trovavano all'interno di un recinto in legno, peraltro piuttosto basso".
"E' fondamentale - prosegue l'appassionato - che gli animali da reddito vengano opportunamente protetti, soprattutto in un caso come questo: quel lupo gira in prossimità dei centri abitati ormai da tempo ed è bene che si adottino le giuste misure di prevenzione. Bisognerebbe evitare non soltanto di abbandonare cibo per strada o vicino ai bidoni ma anche cercare di proteggere correttamente capre, alpaca, pecore o vacche: anche queste possono diventare cibo 'facile' per i grandi carnivori, spingendoli a continuare a tornare".
Per quanto concerne il lupo confidente della Val di Fassa (quello stesso esemplare che qualche tempo fa aveva seguito una mamma con un bimbo nel passeggino, QUI ARTICOLO), è stato allontanato ieri, 26 marzo, (e per la prima volta con successo dopo diversi tentativi di dissuasione non andati a buon fine) con dei pallettoni di gomma dopo essersi manifestato a Pera di Fassa sfilando tra le vie del centro abitato.
Un contesto che un lupo dovrebbe totalmente evitare vista la natura schiva di questi splendidi animali, tanto che Luigi Boitani, professore ordinario di Zoologia alla Sapienza di Roma ma anche Presidente della Large Carnivore Initiative for Europe, qualche tempo fa aveva spiegato a Il Dolomiti che ''per prima cosa questo lupo va tolto dalla natura. Che vada catturato o abbattuto dipende dai mezzi che si vogliono usare e dalle decisioni che vuole adottare il Trentino. Se qualcuno l'ha nutrito è un cretino o una cretina irresponsabile che l'ha condannato".
Ieri, intanto, è stato messo in atto un intervento (riuscito) di dissuasione come spiega la Provincia: ''Intervento di dissuasione su un lupo che si aggirava nei pressi del centro abitato di Pera di Fassa. L’animale è scappato nel bosco dopo essere stato colpito per due volte con munizioni di gomma dal personale del Corpo forestale trentino, allertato da alcuni abitanti. Si ritiene possa trattarsi dello stesso animale che più volte, nel corso dell’inverno, ha manifestato comportamenti confidenti nella stessa zona e che è già stato oggetto di tentativi di dissuasione. L’invito è di non attirare animali selvatici - né in montagna né nelle aree urbane - perché potrebbero perdere la naturale diffidenza verso gli esseri umani''.
"Se nonostante l'intervento di dissuasione dovesse tornare ancora nei centri abitati - conclude Scarian - sarà necessario eradicare l'esemplare dal territorio o catturarlo e dotarlo di radiocollare, come prevede il Pacobace, per poter così agire, se necessario, in qualsiasi momento".












