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“Educare alla pacifica convivenza con gli orsi”. In campo 60 volontari della Lav per informare 10mila cittadini: "Ora contribuiranno a prevenire incidenti"

Si è conclusa l'attività dei 'Bear Ambassador' della Lav per “educare i cittadini alla pacifica convivenza con gli orsi in Trentino”. Per il secondo anno consecutivo, dice la Lega anti-vivisezione: “La presenza dei volontari dell'associazione è coincisa con l'assenza di incidenti orso-umani”

Di F.S. - 14 settembre 2022 - 17:40

TRENTO. Sono circa 10mila le persone contattate quest'anno dai 60 volontari della Lav al lavoro come 'Bear Ambassador' per “educare i cittadini alla pacifica convivenza con gli orsi in Trentino”. Un grande successo per l'iniziativa, dice la Lega anti-vivisezione, giunta quest'anno alla sua seconda edizione: “Questi cittadini ora contribuiranno a prevenire possibili incidenti – spiegano dall'associazione – e per il secondo anno consecutivo la presenza dei volontari è coincisa con l'assenza di incidenti orso-umani”.

 

L'edizione 2022 si è conclusa domenica scorsa e ha visto, come detto, impegnati 60 volontari distribuiti in 11 fine settimana, durante i quali hanno illustrato ai cittadini contattati le buone pratiche da seguire quando ci si addentra nei luoghi abitati dagli orsi. Nel 2021, la stessa attività si era svolta in Val di Genova, mentre quest'anno si è tenuta in Vallesinella (Madonna di Campiglio), in collaborazione con il Parco Naturale Adamello Brenta, proprio con l'obiettivo, dice l'associazione, di diffondere le migliori informazioni scientifiche allo scopo di prevenire possibili incidenti.

 

“Frequentare le aree abitate dagli orsi – dice Massimo Vitturi, responsabile nazionale Lav per gli animali selvatici – significa sempre entrare in casa loro, con la possibilità di scatenare comprensibili reazioni a quella che dagli animali viene vissuta come un'intrusione nel proprio habitat e nelle proprie relazioni familiari. Siamo quindi noi umani che dobbiamo imparare a comportarci correttamente con il fine di prevenire le loro comprensibili reazioni”. Come spiegano gli esperti infatti, gli orsi hanno istintivamente paura dell'essere umano, e per questo lo evitano sempre, ma i nostri comportamenti, scrive la Lav: “Possono farli diventare 'confidenti', demolendo quindi la naturale barriera di diffidenza, per esempio attraverso la disponibilità di cibo di origine antropica”.

 

Proprio per questo i 'Bear Ambassador' hanno consegnato ai cittadini migliaia di kit composti da alcune borsine in materiale biodegrabile, utili per riportare a valle eventuali resti di cibo prodotti durante le escursioni. “E' fondamentale – dicono infatti gli esperti della Lega anti-vivisezione – che gli orsi non possano accedere al cibo di origine umana, altrimenti sarà normale per loro mettere in relazione le aree antropizzate con la disponibilità di cibo, addentrandosi senza paura nelle zone urbanizzate alla ricerca di cibo, e venendo così marchiati come 'orsi confidenti', come accaduto per l'orsa F43, uccisa pochi giorni fa da un maldestro tentativo di sedazione per sostituirle il radiocollare di cui era dotata proprio perché considerata troppo confidente con noi umani”.

 

“Siamo certi che la nostra attività – conclude la Lega anti-vivisezione – abbia dato un importante contributo concreto all'educazione delle persone che abbiamo incontrato, molte delle quali neppure sapevano di trovarsi in una zona abitata anche dagli orsi. L'attività di informazione si rivela ancora una volta un'attività prioritaria, la principale che possa garantire allo stesso tempo la sicurezza dei cittadini e degli orsi”.

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