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| 10 dic 2022 | 20:59

"Il dilemma energetico delle centrali idroelettriche in Alto Adige": il reportage della BBC sull'impatto ambientale delle piccole realtà 'autosufficienti'

"The alpine villages producing their own power" racconta la realtà delle piccole centrali idroelettriche che abitano le montagne e le vallate dell’Alto Adige, analizzate con tanto di pro e di contro: "Ho deciso di trascorrere le mie future vacanze 'alpine', il più possibile, all'insegna del risparmio energetico. Lasciare un traccia 'ridotta' del mio passaggio è, forse, un piccolo contributo per aiutare la ''gente delle Alpi' a preservare la loro splendida parte di mondo per le generazioni future"

Foto dal sito: Cooperativa Centrale Elettrica Fleres

BOLZANO. Le centrali idroelettriche altoatesine sono una realtà tutta da raccontare: a interessarsene è stata anche la BBC, rete britannica approdata recentemente in zona, unendo alcuni di questi straordinari ‘luoghi’ in un dettagliato reportage che ne valuta aspetti economici, sociali, politici e ambientali, narrando passato, presente e includendo uno sguardo dedicato al futuro

 

"The alpine villages producing their own power", questo il nome dell’articolo della giornalista Sophie Hardach, racconta la realtà delle piccole centrali idroelettriche che abitano le montagne e le vallate dell’Alto Adige alle quali è stato dedicato ampio spazio nella rubrica "Future planet", che tratta di argomenti e iniziative legate alla sostenibilità.

 

Partendo dalla Furtalm in val di Fleres, cinta da corsi d’acqua, la giornalista racconta in prima persona l'esperienza vissuta alla scoperta del territorio, in quanto turista: "Oltre a avere un aspetto affascinante, il ruscello fa un favore assai pratico: mi ha aiutata a procurarmi il pranzo – rivela -. Una minuscola centrale idroelettrica, nascosta alla vista, genera l'elettricità per l'intera fattoria facendo funzionare la mungitrice della stalla, il frigorifero nel caseificio e tutti gli elettrodomestici da cucina utilizzati per fare quegli stessi gnocchi che mi sono stati serviti per pranzo", sottolinea. 

 

Il viaggio di Hardach alla scoperta di luoghi "autosufficienti" prosegue alla volta di altre realtà in Provincia di Bolzano, conducendo a una riflessione: "Ci sono circa mille centrali idroelettriche in Alto Adige. La maggior parte sono impianti di derivazione fluviale, il che significa che una parte del flusso viene deviata, tipicamente da piccole dighe o sbarramenti, attraverso un tubo a una turbina - premette -. Il presupposto è che l'impatto ambientale di queste 'centrali' sia relativamente basso, tuttavia, negli ultimi anni le critiche in merito sono aumentate".

 

"Ci sono prove scientifiche che dimostrano che il loro impatto è maggiore di quanto si pensasse in precedenza e che possono interrompere i corsi d'acquadanneggiare habitat e gli animali, come i pesci, che li abitano. Nonostante le critiche, è opinione comune che l'impatto ecologico e i benefici sociali ed economici delle centrali idroelettriche debbano essere valutati attentamente, caso per caso", precisa la giornalista britannica.

 

Dopo un'avventura alla scoperta di 'luoghi' che in Alto Adige nascono anche con l'idea "di guardare all'ambiente", studiati e analizzati con tanto di pro e di contro, Hardach arriva infine a una cruciale considerazione, che abbraccia non soltanto crisi climatica e "dilemma energetico" ma anche il ruolo del turista nelle realtà descritte (principalmente malghe e fattorie 'autosufficienti' ndr): "Il turismo è una parte importante dell’economia altoatesina e fornisce alle comunità una fonte di reddito importante, ma non c’è dubbio noi turisti stiamo anche esercitando un’ulteriore pressione sulle fonti energetiche locali. E risparmiare energia è probabilmente più facile per un turista senza impegni e tanto tempo libero, che per un contadino con le mucche da mungere e il formaggio da conservare".

 

"Ho deciso di trascorrere le mie future vacanze 'alpine', il più possibile, all'insegna del risparmio energetico. Lasciare un traccia 'ridotta' del mio passaggio è, forse, un piccolo contributo che posso dare per aiutare la ''gente delle Alpi' a preservare la loro splendida parte di mondo per le generazioni future", conclude speranzosa. 

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