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| 12 giu 2022 | 20:57

La caccia ha ancora un senso? Tozzi: "È anacronistica. Al cacciatore piace solo uccidere". Il 76% degli italiani la abolirebbe

Nella puntata "Sapiens - Un solo pianeta" dell'11 giugno è stato affrontato come tra le minacce al mondo naturale ci siano la caccia e il bracconaggio. Tozzi: "In Italia i cacciatori prelevano circa 464 milioni di prede per stagione. Solo il 10% è per il sì alla caccia"

La caccia ha ancora un senso?
di Francesca Cristoforetti

TRENTOLa caccia ha ancora un senso? Ed è ancora compatibile con il mondo di oggi? "Nel 21esimo secolo mi sembra un'attività anacronistica, soprattutto in paesi con un livello di istruzione elevato e di grande benessereUccidere un essere vivente: è qui che la caccia trova la sua ragione vera". Il primo ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche Mario Tozzi si esprime senza mezzi termini nella puntata di "Sapiens - Un solo pianeta", dedicata ai due primi parchi nazionali italiani Parco del Gran Paradiso e Parco di Lazio e Abruzzo e Molise che nel 2022 celebrano i loro primi cento anni di storia.

 

Nel corso della puntata, andata in onda ieri sera (11 giugno) in prima serata su Rai3, è stato affrontato infatti come, oltre alla perdita di habitat e alla deforestazione, all'inquinamento, al cambiamento climatico, tra le minacce al mondo naturale si aggiungano la caccia e il bracconaggio.

 

"La tecnologia e la caccia sociale hanno portato i Sapiens a cacciare come nessun altro vivente - sostiene - nessuno ha un così alto successo di cattura. Quando l’uomo diventa super predatore, da preda che era, le cose si modificano in maniera definiva, compresi gli ecosistemi sempre più sotto pressione". Secondo il conduttore in Italia si stima che i cacciatori arrivino a prelevare circa 464 milioni di prede per stagione.

 

Sono cifre che l'Italia può permettersi? "In un paese come il nostro in cui la fauna selvatica è in difficoltà la riposta è no, ma ne stiamo prendendo consapevolezza - spiega Tozzi - un recente sondaggio di qualche mese mostra che la percentuale di italiani che vorrebbe abolire la caccia in tutta la penisola è salita al 76% e il 90% degli intervistati condanna l’utilizzo di trappole e munizioni contenenti il piombo".

 

Un'indagine di qualche anno fa, prosegue il conduttore, ha messo in evidenza che la stragrande maggioranza degli italiani è contraria a questa attività: "Il 69% della popolazione è sfavorevole alla caccia, solo il 10% è per il sì. Il 21% invece non si pronuncia". Chi si è espresso a favore della caccia sono stati in prevalenza uomini e anziani, imprenditori e figure di professionisti, mentre più contrarie le donne e i giovani e le fasce sociali meno abbienti.

 

"Un cacciatore ti racconta che lui ama le passeggiate in campagna, i panorami, la natura e anzi che lui stesso ne è custode, - dichiara il ricercatore - che gli piace stare in giro con il cane e che quasi la preda è l'ultima delle sue preoccupazioni".

 

La domanda sorge però spontanea, "siamo sicuri che sia così?", si chiede il conduttore. "Basterebbe dotarsi invece che di un fucile di una macchina fotografica che permette di catturare una preda lascandola in vita. Se si continua a insistere sul diritto di praticare la caccia nel nostro paese, un dubbio sorge: la cosa che interessa non è la passeggiata ma l’uccisione di un essere vivente perché è lì che la caccia trova la sua ragione vera".

 

Andare a "catturare" metaforicamente gli animali non basta però al cacciatore: "Se ti lascio tutto ma non il fucile perché non si può continuare ad andare a fare passeggiate e catturare in maniera 'non reale' le prede? Perché magari piace semplicemente uccidere".

 

Per quanto riguarda il bracconaggio, sono circa "7mila le specie a rischio di estinzione" a causa di questa attività illecita. "Il bracconiere - conclude - può essere considerato un omicida seriale che distrugge ecosistemi e habitat che porta all'estinzione di specie di viventi". 

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