I cacciatori contro il programma di Tozzi: "Dati infondati e privi di riscontro, in onda i peggiori luoghi comuni e tante affermazioni diffamatorie"
La puntata di sabato 11 giugno del programma "Sapiens - Un solo pianeta", condotto dal primo ricercatore del Cnr, ha affrontato il tema della caccia e del bracconaggio. La risposta della Federazione italiana della caccia non si è fatta attendere: "Considerato poi che nessuna delle specie cacciate in Italia è in difficoltà e che anzi alcune godono di fin troppa salute, vedi cinghiali, cosa accadrebbe se non ci fosse il prelievo venatorio?"

TRENTO. "Abbiamo assistito a un salto indietro di decenni, tutti i peggiori luoghi comuni e affermazioni diffamatorie sulla caccia e i suoi praticanti tipici di un periodo di scontri ideologici che anticaccia e ambientalisti estremisti tentano in ogni modo di rinfocolare, avvertendo che il vento per loro sembra essere finalmente cambiato". Risponde così la Federazione italiana della caccia al primo ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche Mario Tozzi, che nella puntata di sabato, 11 giugno, del programma da lui condotto "Sapiens - Un solo pianeta" in prima serata su Rai3, ha affrontato il tema della caccia e del bracconaggio (Qui l'articolo).
La risposta dei cacciatori non si è fatta attendere e non soltanto per i contenuti del programma. "Ancora una volta abbiamo dovuto assistere sconcertati all’uso personale e propagandistico della televisione pubblica, - sostiene la Federazione - in sprezzo a qualsiasi principio di democrazia e pluralismo di informazione, aggravato dalla diffusione di dati infondati e privi di riscontro. Episodi inaccettabili che vanno oltre il tema trattato e che non possono passare inosservati".
Riguardo ai numeri illustrati da Tozzi i cacciatori non sono concordi: "L'ineffabile professore ha dato, letteralmente, i numeri di quello che a suo dire, suo, perché si è guardato bene dal citare alcuna fonte, è l’impatto sulle specie selvatiche, con un prelievo di ben 494 milioni di capi, abbattuti dai 600mila cacciatori italiani, significa per ognuno di loro, di noi, ogni stagione di caccia la bellezza di 733 prede".
Un numero che la Federazione definisce assurdo, "dato con il solo scopo di stupire chi ascolta, che non consente nemmeno di essere preso in considerazione come dato medio, ma che passato lo stupore fa compiere anche alcune riflessioni. Ammettendo pure che i numeri siano veri, e non lo sono - sottolinea - come si concilia questo dato con l’affermazione sempre di parte animal-ambientalista delle specie in sofferenza se non ormai a rischio estinzione?".
Per consentire di prenderne appena meno di 500 milioni, prosegue, "ce ne dovrebbero essere almeno tre volte tanto. E allora come si concilia la presenza di 1 miliardo e mezzo di specie selvatiche con l’affermazione che la caccia le mette a rischio? Considerato poi che nessuna delle specie cacciate in Italia è in difficoltà e che anzi alcune godono di fin troppa salute, vedi cinghiali, cosa accadrebbe se non ci fosse il prelievo venatorio?".
Un'altra tesi sostenuta dal primo ricercatore del Cnr è che la caccia trovi la sua vera ragione soltanto "nell’uccisione di un essere vivente".
"In realtà il problema è sempre il solito e non sono le pseudoverità raccontate da Tozzi e dai suoi tanti 'colleghi' - dichiara la Federazione - il vero problema è che la libertà di pensiero e di opinione, sacrosanta anche nell’essere contro la caccia, non significa libertà di utilizzare per fare propaganda alle proprie idee un mezzo che dovrebbe essere al servizio di tutti i cittadini. Correttezza vorrebbe che quanto meno ci fossero uguali spazi per entrambe le posizioni".
La Federazione, dopo aver segnalato le dichiarazioni del conduttore e aver annunciato di voler formalizzare la protesta, attacca i sondaggi riportati durante la puntata: "Siamo certi che non sarà sufficiente un richiamo di correttezza professionale, ma dal momento che l’unico interesse ormai è quello di fare ascolti - conclude - ricorderemo alla direzione generale Rai e a quella di Rai 3 che l’ultima raccolta firme contro la caccia ha a fatica messo insieme poche decine di migliaia di sottoscrittori. Sono veramente sicuri che la maggioranza degli italiani sia contraria come gli raccontano Tozzi e i suoi amici?".













