"La commissione agricoltura autorizza la 'caccia selvaggia'". Gli ambientalisti contro la proposta di legge per affidare alle regioni la gestione della fauna selvatica
Nel testo della proposta di legge, presentata dalla deputata di Fratelli d'Italia Maria Cristina Caretta, si vorrebbero creare degli istituti regionali per la gestione della fauna selvatica, che non dipenderebbe più dall' istituto scientifico Ispra. Le associazioni: "Se il testo venisse approvato le attività di 'controllo' della fauna selvatica sarebbero affidate ai cacciatori"
ok1.jpg?itok=Nnr5gsmZ)
TRENTO. “La Commissione agricoltura della camera apre alla ‘caccia selvaggia’ e dimentica la tutela costituzionale di biodiversità e animali”. È questa l’accusa delle associazioni ambientaliste e animaliste in allarme per un testo della Camera in discussione in questi giorni che prevede modifiche alla legge 157/92 per la gestione della fauna selvatica, una proposta presentata dalla deputata di Fratelli d'Italia Maria Cristina Caretta. “Se il testo venisse approvato – aggiungono – si cancellerebbe il principio secondo cui prima di ricorrere al fucile devono essere attuati i cosiddetti ‘metodi ecologici’, e le attività di 'controllo' della fauna selvatica sarebbero affidate ai cacciatori”.
Il testo prevede infatti che ciascuna regione potrà istituire, con propria legge, un istituto regionale per la fauna selvatica per la formulazione di pareri tecnici sui provvedimenti da adottare per la gestione della caccia e che quindi non dipenderebbero più dall'istituto scientifico Ispra ma direttamente dalle singole regioni e quindi dalla politica locale. “Questo testo di legge arriva come una doccia fredda – sostengono – se passerà alle Camere, tutti gli animali (dal passero ai rapaci, dalle volpi ai caprioli, dall'orso al lupo), potranno essere abbattuti sempre e in ogni momento, a discrezione di ogni autorità regionale. Preoccupati anche i cittadini, per il rischio di spari”.
Sarebbe quindi un finto pretesto quello di “contrastare i danni all’agricoltura imputati alla fauna selvatica”. Secondo le associazioni, l’1 marzo scorso in Commissione agricoltura della Camera dei Deputati “si è consumata l’ennesima e gravissima ‘truffa venatoria’ ai danni dei cittadini, degli animali selvatici e degli agricoltori”.
La Commissione, dopo che il Parlamento, solo un mese prima, aveva votato a larghissima maggioranza la tutela della biodiversità e degli ecosistemi in Costituzione, “tradendo se stessa, ha approvato un vergognoso testo che apre alla possibilità di sparare a tutte le specie selvatiche, in qualsiasi periodo dell’anno e anche nelle aree protette”.
La proposta di legge prevede infatti che le regioni, provvederanno al controllo delle specie di fauna selvatica, anche nelle zone vietate alla caccia, comprese le aree protette e le aree urbane, anche nei giorni di silenzio venatorio, nei periodi di divieto e nelle ore notturne anche con l'uso di mezzi ottici e di sistemi di visione notturna.
“Questa modifica calpesta la Costituzione – sostengono le associazioni – ma anche le direttive europee sulla tutela della fauna, con il conseguente concreto rischio di apertura di procedure d’infrazione contro L’Italia”.
Il testo non terrebbe conto perciò “dei numerosi pareri scientifici acquisiti anche dalla stessa Commissione e non risponde alle richieste degli agricoltori circa la necessità di attuare misure di prevenzione dei danni da fauna ma sfrutta questo disagio per adottare misure che servono solo a favorire la lobby venatoria che chiede di sparare sempre di più senza preoccuparsi delle conseguenze”.
Le associazioni accusano: “Non ci sorprende che questo testo delirante sia stato proposto da una parlamentare accanita cacciatrice, per anni presidente di associazioni di cacciatori e portabandiera delle peggiori istanze di 'caccia selvaggia'".
L’appello lanciato si rivolge al Ministro Cingolani per “assumere una posizione di netta contrarietà” e ai parlamentari di tutti i partiti “di ritirare con urgenza e senza tentennamenti, questo ennesimo e gravissimo attacco alla fauna selvatica che, per l’argomento dietro cui si nasconde, strumentalizza anche gli agricoltori e i loro problemi”. Tra le associazioni contrarie compaiono Lac, Enpa, Lav, Lipu, Legambiente, Wwf Italia, Meta e Avi Parma.








.jpeg?itok=A-Bw2R3X)









