Riforma della legge sulla caccia, fucili in mano dai 16 anni. Il Wwf: "Agiremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione per fermare questo scempio"
Il Wwf sulla proposta di modifica della legge sulla caccia (presentata in Senato), che allenterebbe le regole "sia per i tempi di esercizio venatorio consentiti che per il numero delle specie cacciabili", dando la possibilità già dai 16 anni d'età di impugnare un fucile: "Scelta assurda e incomprensibile: ci batteremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione per fermare questo scempio"

TRENTO. È stato recentemente presentato in Senato un disegno di legge sulla caccia "che punta a sradicare ogni tutela per la fauna selvatica nel nostro Paese", come riferisce Wwf. L’obiettivo della riforma sembrerebbe essere quello di allentare le regole "sia per i tempi di esercizio venatorio consentiti che per il numero delle specie cacciabili che per le modalità con le quali questa attività viene consentita", dando la possibilità già dai 16 anni d'età di impugnare un fucile, "previo consenso del proprio tutore".
A intervenire sulla vicenda è ora l'associazione Wwf, che dichiara: "Continua l’accanimento del Governo e della sua maggioranza parlamentare – in particolare del partito della Presidente del Consiglio – contro gli animali. Il testo elaborato è un concentrato di pura ideologia e fanatismo, che si traduce in deroghe e concessioni ai cacciatori a tutti i livelli: dalla creazione di istituti scientifici regionali con conseguente depotenziamento di Ispra, alla cancellazione di ogni limite sulla cattura e detenzione di uccelli utilizzati come 'richiami vivi', incluse addirittura le civette".
E ancora: "Dal divieto di creare nuove aree protette, alla riduzione a 16 anni dell’età minima per imbracciare un fucile. Dalla cancellazione del principio che lega il cacciatore al territorio, al prolungamento della stagione venatoria e degli orari di caccia, sino alla eliminazione delle giornate di “silenzio venatorio”. Come se non bastasse, vengono ridotte le sanzioni, anche con la trasformazione di alcune tra quelle penali in amministrative - prosegue l'associazione -. Queste norme, se approvate, sarebbero in evidente contrasto con la Costituzione e con la normativa europea e se attuate arrecherebbero danni incalcolabili al patrimonio unico di biodiversità di cui l’Italia è custode", viene fatto notare.
Proprio negli scorsi giorni, il Sottosegretario al ministero dell’Agricoltura La Pietra ha dichiarato infatti che con il nuovo anno si punterà ad approvare questa norma che "stravolge" l’attuale legge 157/1992, sulla tutela della fauna selvatica e la disciplina dell’attività venatoria: "Tutto ciò accade a un anno esatto dall’approvazione dell’emendamento alla legge di bilancio che oggi consente di sparare potenzialmente ad ogni animale selvatico, anche nelle aree protette e nelle città e solo a pochi giorni da quando la Commissione europea ha dichiarato l’intenzione di aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia proprio a causa di questa modifica, con il rischio, per ogni singolo cittadino italiano, non solo per i cacciatori, di pagare una sanzione giornaliera di oltre 8mila euro".
"Il Governo Meloni-Lollobrigida - sottolinea Wwf - e la sua maggioranza si stanno dimostrando succubi del peggiore estremismo venatorio, a sua volta foraggiato dalla potente lobby delle armi con provvedimenti che giovano a qualche gruppo e qualche carriera politica, ma danneggiano l’intera collettività. In tutto questo è diventato ormai imbarazzante il silenzio del ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin".
Per questo, l'associazione ha deciso che, se necessario, agirà "con tutti gli strumenti a nostra disposizione. Gli effetti della crisi climatica e di quella di biodiversità sono sotto gli occhi di tutti: accanirsi contro la natura è una scelta assurda e incomprensibile e per questo il Wwf si batterà in tutte le sedi per fermare questo scempio".












