La “rivoluzione” della Lega per la gestione degli animali feriti: “Ci sarà un unico grande centro” dice Zanotelli. L’incognita delle risorse: per ora ci sono solo 90.000 euro
La Lipu è stata sfrattata dal Cras di Trento con la scusa “dell’efficienza”, ora l’assessora Zanotelli ha deciso di accentrare tutti i servizi in un’unica struttura: “La nuova gestione consentirà di recuperare non solo uccelli e piccoli mammiferi ma tutta la fauna ferita”. La “rivoluzione” voluta dalla Lega però preoccupa le associazioni ambientaliste
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TRENTO. Sulla gestione della fauna selvatica la Provincia di Trento è finita spesso nel mirino degli ambientalisti (e talvolta anche dei carabinieri del Cites), molte le polemiche che hanno accompagnato le scelte della Giunta leghista che da tempo è ai ferri corti con le associazioni. Nei giorni scorsi aveva fatto particolarmente discutere il caso di una coppia di caprioli, mamme e cucciolo, che dopo essere stati investiti, anziché ricevere delle cure, sono stati abbattuti.
In linea di principio, almeno per quanto riguarda la gestione di animali feriti, sul territorio provinciale è attiva la reperibilità di forestali e veterinari che intervengono quando vengono chiamati in causa. Il problema è che non sempre è chiaro chi è come deve intervenire e quando gli utenti chiamano il 112 talvolta ricevono delle risposte evasive o sono costretti ad attendere per molto tempo.
Attualmente i percorsi di recupero dei vari animali feriti si differenziano in base alla specie: per i volatili e i piccoli mammiferi (come ricci e scoiattoli) a Trento è presente il Centro recupero della fauna selvatica gestito dalla Lipu, per i mammiferi più grandi esiste una piccola “struttura” al Casteller, con alcuni stalli dove gli animali possono ricevere le cure dei veterinari. Come ammetteva la Pat però il Casteller gestito dall’Associazione cacciatori del Trentino non è più attivo da tempo. Inoltre la forestale si appoggia su una rete di “recinti” (come quello di Cavedago) dedicati al recupero degli ungulati.
Eppure all’orizzonte sembra profilarsi una grande “rivoluzione” voluta dall’assessora competente Giulia Zanotelli. Risale a qualche mese fa la notizia dello “sfratto” ricevuto dalla Lipu che dal 2023 non gestirà più il Cras di Trento che verrà affidato al Servizio Foreste e Fauna. Una scelta letta da molti come una punizione nei confronti dell’associazione tanto la consigliera provinciale di Europa Verde, Lucia Coppola, che sul tema ha depositato una serie di interrogazioni, parla di “una scelta incomprensibile”.
È sempre rispondendo a un’interrogazione di Coppola che Zanotelli fa sapere di non aver voluto rinnovare la convenzione con la Lipu “per aumentare il grado di efficienza nel recupero e nella gestione dei selvatici feriti. La nuova gestione – prosegue l’assessora – consentirà di recuperare non solo uccelli e piccoli mammiferi, ma tutta la fauna ferita. Il centro diventerà pertanto il principale punto di riferimento a livello provinciale per il recupero dei selvatici”. L’assessora dice anche che il nuovo Cras si appoggerà su non meglio precisate strutture periferiche temporanee (alcune già attive) che dovrebbero garantire un primo supporto logistico in caso di emergenza.
Finora per le attività del Cras di Trento venivano stanziati dalla Provincia circa 90mila euro, una cifra, dice Zanotelli che la Giunta intende confermare anche per il futuro “poiché consapevole dell’aumento di animali selvatici che arriveranno al centro. Lo standard del servizio aumenterà – promette Zanotelli – perché saranno accolti tutti gli animali selvatici, mentre i forestali avranno accesso al Cras 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e i cittadini avranno un’unica struttura di riferimento se si imbatteranno in un animale ferito”. Sullo sfondo però restano molti dubbi. “Sembra che con gli stessi finanziamenti faranno il doppio delle cose – commenta Sergio Merz della Lipu – vedremo se saranno davvero in grado di mantenere alta la qualità del servizio”.














