Contenuto sponsorizzato
| 12 mar 2022 | 18:21

Blitz notturno per liberare i caprioli? Per la forestale è “un’operazione di routine” ma il sindaco replica: “Lucchetti tagliati, si poteva fare diversamente”

Nel “centro di recupero” di Cavedago erano ospitati tre caprioli che sono stati liberati dalla forestale nottetempo: “Seguita la prassi, non c’è stato nulla di strano”. Il sindaco: “Arrivare con il buio e tagliare i lucchetti mi è parso un po’ esagerato”

di T.G.

CAVEDAGO. “Semplicemente ne prendiamo atto, rimane un po’ di dispiacere perché arrivare con il buio e tagliare i lucchetti mi è parso un po’ esagerato”, così il sindaco Corrado Viola commenta la liberazione dei tre caprioli che si trovavano in un recinto adiacente alla stazione forestale di Cavedago. “Se era una questione di routine si poteva fare alla luce del sole magari avvisando per tempo i diretti interessati”, aggiunge il primo cittadino.

 

Per inquadrare meglio la vicenda è necessario fare un passo indietro. I tre caprioli erano stati accolti ancora lo scorso autunno e portati nel recinto, che funziona come una sorta di “centro di recupero”, perché feriti o debilitati. A occuparsene era uno dei forestali della stazione che nel frattempo è andato in pensione ma a continuato a titolo gratuito a occuparsene.

 

“Pochi giorni fa – sottolinea il sindaco – mi era stato comunicato che gli ungulati sarebbero stati presto liberati, parlando con l’ex forestale che se ne occupa però ho percepito alcune perplessità così ho contattato anche l’assessora Giulia Zanotelli. Dopodiché sono stato chiamato dal dirigente servizio foreste e fauna Giovanni Giovannini che mi ha spiegato che si sarebbe trattato di un’operazione di routine. Il giorno seguente però sono venuto a sapere che per liberare gli animali, nottetempo, erano stati forzati i lucchetti. Anche il presidente del Parco Adamello Brenta, Walter Ferrazza, è rimasto deluso da questo modo di operare”.

Il fatto è che l’ex forestale del parco, oltre a non essere stato avvisato, riteneva più opportuno reintrodurre in natura i caprioli nel periodo che va da fine aprile a inizio maggio, come si fa normalmente. Sulla vicenda sarà depositata anche un’interrogazione firmata da Michele Dallapiccola e Paola Demagri, consiglieri del Partito autonomista: “Vogliamo cercare di capire cosa è successo e sapere come la Giunta intende procedere per la gestione dei selvatici feriti o debilitati”. Un passaggio del documento poi sarà dedicato alle modalità del rilascio della fauna selvatica una volta ristabilita.

 

Nel frattempo Giovanni Giovannini dirigente servizio foreste e fauna smorza le polemiche e spiega: “Abbiamo strutture come questa su tutto il territorio perché in Trentino, tramite la forestale, è la Provincia che si occupa del recupero della fauna”. Animali feriti, investiti o debilitati in genere vengono recuperati e aiutati a recuperare le forze, se necessario poi viene chiesto anche l’intervento del veterinario. “La regola per tutti è che la liberazione arrivi nel più breve tempo possibile, questo per evitare che degli animali selvatici si abituino all’uomo”.

Sul caso specifico di Cavedago Giovannini fa notare come i caprioli dovessero essere liberati già in autunno ma la reintroduzione in natura era stata rimandata per via di alcune nevicate. “Gli animali vanno liberati, come da prassi, non c’è stato nulla di strano si è trattato di un’operazione di routine. Il recinto resta a disposizione per poter ospitare nuovi animali, detto questo è chiaro che i caprioli vengono liberati la mattina presto o la sera tardi per limitare i fattori di stress che si potrebbero riscontrare durante il giorno”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 29 aprile | 15:31
Confindustria del Trentino-Alto Adige  ha espresso diverse preoccupazioni per la mobilità delle persone così come per il sistema produttivo [...]
Cronaca
| 29 aprile | 14:02
Gli operatori di Dolomiti Ambiente stanno provvedendo alla bonifica della zona: da quanto risulta non è stata trovata alcuna persona all'interno [...]
altra montagna
| 29 aprile | 13:00
L'Etna continua a stupire con uno scenario unico nel suo genere: poca neve alle stazioni turistiche intorno ai 2000 metri, ma accumuli eccezionali [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato