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| 24 lug 2022 | 16:32

Pescano nel mezzo della foce del Sarca. ''E' pericolosissimo: cosa succede se partono le turbine? Servono cartelli e maggiori controlli''

Complice il periodo di siccità e il livello del fiume basso, alcuni appassionati di pesca si portano nel mezzo del Sarca. Alberto Rania, segretario dell'associazione Amici della Tirlindana Garda Trentino: "Se le turbine dovessero entrare in azione, si può passare da 0 a 130 metri cubi al secondo di acqua, un'onda immediata e molto forte che lascerebbe poche speranze di salvezza"

Pescano nel mezzo della foce del Sarca

NAGO-TORBOLE. "E' un'attività pericolosissima: se dovessero partire le turbine il rischio è altissimo". Queste le parole di Alberto Rania, segretario dell'associazione Amici della Tirlindana Garda Trentino. "L'invito ai pescatori è di usare il buonsenso mentre l'autorità dovrebbero posizionare di cartelli per segnalare di prestare attenzione".

 

Complice il periodo di siccità e il livello del fiume basso, molti pescatori approfittano della situazione per portarsi nel mezzo dell'alveo alle foci del Sarca perché la zona è più pescosa. "Naturalmente - prosegue Rania - se le turbine della centrale sono ferme non ci sono pericolo ma non si può sapere quando entrano in funzione. Si può tranquillamente passare da 0 a 130 metri cubi al secondo di acqua, un'onda immediata e molto forte che lascerebbe poche speranze di salvezza".

 

Anni fa era stata tolta un'isoletta alle foci, si era formata naturalmente "ma - dice Rania - alcune persone attraversavano il fiume per raggiungerla e pescare da lì o semplicemente per prendere il sole. Una situazione molto pericolosa e così, per fortuna, era stata tolta". Adesso però con il corso d'acqua in sofferenza per il periodo secco, molti appassionati di pesca si addentrano un po' troppo, forse inconsapevoli anche della presenza delle turbine della centrale.

 

Il segretario dell'associazione Amici della Tirlindana Garda Trentino, guidata da Albano Candolfo, si appella ai pescatori affinché non si mettano in pericolo ma anche alle autorità: "Servono maggiori controlli e devono essere ribadite le regole di avvicinamento al fiume: una soluzione può essere il posizionamento dei cartelli di segnalazione per togliere ogni dubbio sulla pericolosità dell'ingresso nell'alveo delle foci. Poi è importante la responsabilità personale di ciascuno ma sono necessari provvedimenti per vietare l'ingresso in acqua", conclude Rania.

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