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Siccità, ''Senza pioggia è crisi per diversi comuni di montagna in poche settimane", massima attenzione in Trentino. Pescatori al lavoro per salvare i pesci bloccati nell'acqua calda

La situazione sta peggiorando a macchia di leopardo in diverse zone del Trentino, nei prossimi giorni è prevista una nuova circolare dell'assessore Mario Tonina. Preoccupa la situazione delle falde nei piccoli comuni di montagna e a Ronzo Chiens iniziano già le limitazioni

Di G.Fin - 22 June 2022 - 06:01

TRENTO. Si aggrava la situazione per la siccità in Trentino, a causa della scarsità delle piogge primaverili e del clima torrido degli ultimi giorni. Gli acquazzoni delle ultime ore, intensi ma di breve durata, servono purtroppo a poco. A soffrire non è solo l’agricoltura ma un intero ecosistema a partire dai pesci. A confermarlo è l'associazione Pescatori del Trentino che in questi giorni sta portando avanti degli interventi per salvare i pesci che annaspano nell'acqua bassa e calda.

 

“Abbiamo portato avanti intervento a sud del Trentino in alcuni corsi d'acqua dove la situazione per i pesci è diventata insostenibile” ci spiega Stefano Martini dell'associazione pescatori. I pesci vengono prelevati per essere poi spostati in zone dove l'acqua è ancora sufficiente per poterli far vivere ma la situazione giorno dopo giorno sta peggiorando. E lo stesso sta avvenendo anche lungo il fiume Fersina, uno dei corsi d'acqua che registrano le maggiori criticità

 

Ma nelle scorse ore a confermare che la situazione è  in peggioramento sono anche le decisioni di alcuni piccoli comuni. Ronzo Chienis ha deciso che la fornitura di acqua potabile sarà sospesa dalle 23 alle 6 del mattino.

 

Il sindaco Gianni Carotta ha ricordato alla popolazione che "l'acqua potabile che proviene dagli acquedotti del territorio non deve esser usata per scopi diversi da quello umano, alimentare, zootecnico e per le aree verdi pubbliche che possono essere innaffiate a mano”.  Le concessioni di allacciamento alla rete idrica comunale per usi non domestici, a eccezione di quelli produttivi e commerciali, sono sospese fino a data da destinarsi”. 

 

La situazione dei risorse idriche in Trentino
Il livello di attenzione è molto alto. Al momento, spiegano gli addetti ai lavori, non ci si trova nella drammatica situazione che si sta registrando nella Pianura padana ma nel giro di poche settimane, se non dovesse arrivare abbastanza pioggia, anche il Trentino potrebbe trovarsi in forte carenza d'acqua. 

 

“Nelle tante preoccupazioni che ci sono – spiega a il Dolomiti l'ingegnere Franco Pocher, dirigente del Servizio risorse Idriche ed Energetiche della Pat – possiamo dire che per il momento l'Adige ha una portata di 150 metri cubi al secondo che è decisamente superiore ai livelli di attenzione che si hanno a 80 metri al secondo. Questo perché abbiamo una parte dell'acqua che arriva da una coda del disgelo ancora esistente e per le precipitazioni a macchia di leopardo che sono avvenute nelle scorse settimane”. 

 

Ben diversa, invece, è la situazione del Noce la cui portata è nettamente diminuita arrivando a circa 16-17 metri cubi al secondo. “Un valore – spiega Pocher – che è circa la metà di quello che erano stato rilevato ad inizio giugno”. E tutto questo porta il lago di Santa Giustina a essere appena al di sopra della quota limite. 

 

Se tra i fiumi preoccupa la situazione del fiume Fersina, il lago delle Piazze non riuscirà quest'anno a raggiungere la quota limite e quindi non potrà essere usato per usi irrigui per la Val di Cembra. “Qui si stanno attrezzando – spiega sempre il dirigente del Servizio risorse Idriche ed Energetiche della Pat – con altri tipi di approvvigionamenti a partire dal torrente Regnana oppure riattiveranno un pompaggio provvisorio dall'Avisio. Siamo in questa situazione – continua Pocher – ma è solo l'inizio dell'estate per questo la preoccupazione è forte. Le falde sono basse soprattutto quelle più superficiali ma anche quelle profonde”. 
 

Ma quanto il Trentino potrà resistere in questo modo?
Difficile parlare di tempiste visto che la situazione si presenta in maniera diversa sul territorio. “Le prime criticità a macchia di leopardo – ci dice l'ingegner Pocher – si stanno registrando in alcuni acquedotti. A soffrire sono per prime le frazioni nei piccoli comuni specie in montagna dove la ricarica delle falde è più vulnerabile. Se non piove in alcune settimane la situazione diventerà critica in queste zone per quanto riguarda l'acqua potabile”. 

 

Meno preoccupazione sembra esserci per l'irrigazione. “I consorzi si sono tutelati con bacini di accumulo anche se non è stato semplice riempirli. Grazie a questo hanno le spalle coperte. Zone con minore possibilità invece potranno andare in crisi nelle prossime settimane. La preoccupazione è generalizzata da metà luglio in poi se non arriverà sufficiente pioggia”. 

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