Contenuto sponsorizzato
| 20 giu 2022 | 20:03

Temperature record, sul Monte Bianco (a 4.750 metri) superati i 10 gradi: in 50 anni i ghiacciai ridotti in maniera drastica

Il monte Bianco è da tempo in sofferenza a causa dei cambiamenti climatici, i ghiacciai del versante italiano, nel giro degli ultimi cinquant’anni, si sono ridotti drasticamente. A 4.750 metri di quota rilevati 10,4 gradi

Temperature record, sul Monte Bianco (a 4.750 metri) superati i 10 gradi: in 50 anni i ghiacciai ridotti in maniera drastica
di Tiziano Grottolo

AOSTA. Alle 14 dello scorso 18 giugno la stazione meteorologica del Colle Major sul Monte Bianco segnava 10,4 gradi. Questo il dato rilevato a 4.750 di quota dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Valle d’Aosta.

 

Secondo i ricercatori del Centre national de la recherche scientifique, una delle più importanti organizzazioni di ricerca pubblica in Francia, si tratta di una temperatura record visto che la temperatura più alta era stata registrata nel giugno 2019 con 6,8 gradi, ben al di sotto del risultato di pochi giorni fa.

 

“I ghiacciai, data la loro sensibilità alle variazioni del clima, sono un ottimo indicatore del cambiamento climatico in atto” ha sottolineato Michel Isabellon tecnico di Arpa Valle d’Aosta. “In linea con quanto osservato sia a livello di arco alpino sia a livello globale, abbiamo osservato un trend costantemente e significativamente decrescente. Non c’è da aspettarsi un’inversione di tendenza nei prossimi anni”.


Il monte Bianco infatti è da tempo in sofferenza a causa dei cambiamenti climatici, i ghiacciai del versante italiano, nel giro degli ultimi cinquant’anni, si sono ridotti drasticamente. Questa circostanza contribuisce a ridurre la portata del fiume Po che in questo periodo sta soffrendo la siccità con gravi ripercussioni sull’agricoltura.

 

“Per la nostra regione, al 100% in territorio montano, gli effetti sono più sensibili che altrove”, aveva spiegato il direttore generale di Arpa Valle d’Aosta, Igor Rubbo, a proposito dell’impatto dei cambiamenti climatici. “La Valle d’Aosta è uno dei laboratori privilegiati in cui questi effetti possono essere analizzati e funge da campanello di allarme per il resto del territorio, sia in termini di approvvigionamento idrico, sia per quanto attiene la copertura glaciale, anche con effetti di protezione civile”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
| 29 agosto | 06:00
L'assessore Mario Tonina già nei giorni scorsi aveva dato la propria disponibilità a partecipare alla manifestazione dell'1 settembre. [...]
Politica
| 28 agosto | 20:44
Un dato estremamente significativo considerato che, sino a questo momento, il partito fondato ad inizio febbraio da Roberto Vannacci non [...]
Cronaca
| 28 agosto | 19:23
Raffiche oltre i 110 chilometri orari in quota e impianti bloccati: centinaia di escursionisti assistiti tra Ciampac, Sass Pordoi, Buffaure e Col [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato