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VIDEO SERVIZIO. Siccità, solo tre giorni di pioggia e un inverno tra i più caldi degli ultimi 100 anni: cala anche la produzione di energia idroelettrica in Trentino

Una perdurante assenza di precipitazioni che si traduce in siccità, livelli di fiumi e laghi ai minimi. A soffrire anche la filiera produttiva e agricola. Pure la produzione di energia idroelettrica, dati di Dolomiti Energia, è calata del 60%

Di Marco Todarello - 22 marzo 2022 - 20:58

TRENTO. Sono state appena tre le precipitazioni tra dicembre, gennaio e febbraio per un inverno meteorologico che è risultato tra i più caldi e i più secchi della media degli ultimi 100 anni. E questa situazione non sembra destinata a cambiare nei prossimi giorni.

 

"Regna il sole - conferma Mauro Gaddo, direttore di MeteoTrentino - c'è un grande anticiclone sull'Europa, davvero molto vasto e quindi non ci aspettiamo precipitazioni fino a fine mese". I dati parlano chiaro: 8 dicembre, 5 gennaio e 15 febbraio, questi i tre giorni con precipitazioni maggiori di 1 millimetro in tre mesi.

I flussi in quota sono stati prevalentemente settentrionali e le Alpi hanno generalmente confinato sul versante settentrionale le precipitazioni associate alle perturbazioni che sono transitate, mentre sul versante meridionale si sono verificati frequenti episodi di venti di foehn anche forte.

Le temperature invece sono state quasi sempre superiori alla media e in particolare nei giorni vicini a Capodanno sono state eccezionalmente elevate. L’inverno 2021/2022 (dati della stazione di Trento Laste) è risultato il terzo più caldo (pari al 2015) dal 1921 e inferiore solo agli inverni del 2007 e del 2020.

Una perdurante assenza di precipitazioni che si traduce in siccità, livelli di fiumi e laghi ai minimi. A soffrire anche la filiera produttiva e agricola. Pure la produzione di energia idroelettrica, dati di Dolomiti Energia, è calata del 60%.

"La produzione di energia idroelettrica - dice Mario Tonina, vice presidente della Provincia - per i primi 6 mesi di quest'anno è compromessa". Una situazione delicata che si inserisce in un quadro complesso con i rincari delle materie prime e il caro energia. La guerra in Ucraina rilancia poi la necessità di una rivoluzione dei piani energetici. In Trentino si pensa anche al fotovoltaico. "Per un impianto c'è una detrazione fiscale del 50% - prosegue - ma anche con la possibilità di spalmare il restate con una rateizzazione della somma in bolletta".

 

A preoccupare il bilancio idrico e la situazione viene monitorata perché ci potrebbero essere dei rischi sull'intera annata se la siccità dovesse perdurare anche in aprile e maggio. "Se pioverà, come sembra probabile, da fine marzo e nei mesi successivi, la situazione rientrerà, seppur lentamente, nella media", conclude Andrea Piazza, previsore di MeteoTrentino.

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