“A processo per un’assemblea, no alla criminalizzazione del movimento ambientalista”: il presidio contro le multe da 40mila agli attivisti di Fridays for future
Numerosi gli studenti che hanno preso parte al presidio, organizzato in solidarietà degli attivisti di Fridays for future accusati di interruzione di pubblico servizio e invasione di edificio per aver organizzato un’assemblea nel cortile del liceo artistico Vittoria durante uno degli scioperi per il clima: “Diciamo no alla scuola fortino e ai dirigenti sceriffo”
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TRENTO. Secondo il rapporto Global Climate Highlights di Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione europea, l’estate 2022 è stata la più calda di sempre. Per l’ottavo anno consecutivo sono state registrate temperature medie superiori di un grado (1,2 per la precisione) rispetto al periodo pre-industriale (1850-1900).
Ormai è da tempo che scienziati e ricercatori lanciano allarmi sugli effetti del riscaldamento globale ma le iniziative messe in campo dai vari Governi non sono ancora state incisive. Non è un caso che per chiedere un maggior impegno nel combattere l’emergenza climatica siano nati diversi movimenti, composti soprattutto da giovani attivisti. Fra questi uno dei più ramificati è sicuramente Fridays for future.
Anche a Trento è nata una sezione del movimento ambientalista diventato famoso per gli scioperi globali per il clima. È così che lo scorso 22 ottobre 2021, durante uno di questi scioperi, alcuni studenti del liceo artistico Vittoria di Trento hanno dato vita a una tavola rotonda sul tema della giustizia ambientale nel cortile esterno dell’istituto. Come ricostruiscono alcuni degli attivisti presenti quel giorno: “Al tentativo di coinvolgere nella discussione i propri compagni, un ingente dispiegamento di forze dell’ordine ha sbarrato l’accesso all’edificio, impedendo agli stessi studenti di entrare”.
Secondo gli studenti a sollecitare l’intervento delle forze dell’ordine sarebbe stata la dirigente del liceo, la stessa che poi avrebbe fatto partire la denuncia per interruzione di pubblico servizio e invasione di edificio. Il risultato? Tre attivisti di Fridays for future sono finiti a processo e in prima istanza sono stati condannati a pagare una multa da 40mila euro.
Oggi, a quasi due anni dall’assemblea, il tribunale di Trento avrebbe dovuto esprimersi circa il ricorso presentato dagli attivisti ma la decisione del giudice è stata quella di rinviare il tutto al prossimo 31 ottobre. In largo Pigarelli, fuori dal Palazzo di giustizia, si è tenuto un presidio composto soprattutto da giovani studenti e attivisti. Numerose anche associazioni e movimenti che hanno voluto portare la loro solidarietà: dall’Anpi a Legambiente passando per Mountain Wilderness, Amnesty e il Centro sociale Bruno. Al sit-in, fra gli altri, erano presenti anche i rappresentanti politici di Europa Verde, Sinistra Italiana e Futura.
“Quello che è successo – ha spiegato uno degli attivisti a cui viene contestata la sanzione – è un attacco a tutto il movimento che si batte per la giustizia climatica, un attacco che rientra in un quadro di repressione più ampia che si ripete in tutta Europa e nel mondo”. Da Fridays for future puntano il dito contro quella che definiscono “una ritorsione politica”, un monito per “chiunque tenti di organizzarsi dal basso per cambiare lo stato attuale delle cose”.
Dal presidio si è parlato anche di un “severo attacco alla democrazia” e del tentativo di criminalizzare l’intero movimento: “Diciamo no alla scuola fortino e ai dirigenti sceriffo. La crisi climatica esiste, ma vogliono costringerci a lasciarla fuori dalle scuole, da quei luoghi che dovrebbero infondere saperi e sviluppare il giudizio critico delle nuove generazioni”. Gli attivisti dunque sono intenzionati a portare avanti la loro battaglia con il prossimo appuntamento che è stato fissato per il 31 ottobre, quando si terrà la nuova udienza del processo.














