Alghe infestanti e cianobatteri nel lago di Serraia: il comune di Baselga di Pinè corre subito ai ripari e vieta la balneazione
La presenza nelle acque del bacino pinetano del cianobatterio Microcystis aeruginosa ha indotto il vice sindaco Piero Morelli a bloccare l'accesso perché “in questa fase non è da escludere la possibilità di effetti sanitari sulle persone, oltre che sugli animali”.

BASELGA DI PINE'. Il Comune di Baselga di Pinè corre immediatamente ai ripari e, con un'ordinanza firmata nella giornata di venerdì 8 settembre dal vice sindaco Piero Morelli, "ordina il divieto temporaneo di balneazione e delle attività sportive nel lago di Serraia fino a revoca della presente".
Il provvedimento, trasmesso alle forze dell'ordine competenti, all'Unità Operativa di igiene e sanità pubblica dell'A.p.s.s., al Ministero della Salute, al Ministero dell'Ambiente e all'Apt di Trento, arriva a stretto giro di posta dopo la denuncia pubblica da parte del Comitato per la tutela e la valorizzazione dei laghi di Serraia, Piazza e relativi ecosistemi (Qui articolo) riguardo il pessimo "stato di salute" dello splendido bacino sito sull'Altopiano di Pinè. Il rapporto dell'Appa (Azienda Provinciale per la Protezione Ambientale), infatti, aveva certificato la presenza nel lago di fosforo, azoto e potassio e, soprattutto, il rinvenimento stabile di Microcystis aeruginosa, un cianobatterio che può formare fioriture algali dannose sotto il profilo economico ed ecologico. Basti pensare che i laghi eutrofici dove è presente viene attenzionato dalle Aziende Sanitarie, come nel caso di Lugano, dove è stata vietata la balneazione.
Di qui la decisione, immediata, da parte dell'Amministrazione Comunale di Baselga di Pinè di chiudere le acque del lago di Serraia perché, vista la nota dell'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari - Dipartimento di Prevenzione - “in questa fase non è da escludere la possibilità di effetti sanitari sulle persone, oltre che sugli animali”.
Possibile, a questo punto, il coinvolgimento nel percorso di analisi e valutazione della Fondazione Mach, dove esiste un laboratorio all'avanguardia sulle cianotossine legali.












